"Contro il Consorzio di bonifica si può vincere": la sentenza che dà ragione a un cittadino

La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce dà ragione ad un cittadino che aveva impugnato una intimazione di pagamento notificatagli dall’ente Ugento-Li Foggi.L'analisi dell'avvocato Antonio Manco

LECCE - Il Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi svolge (o meglio: dovrebbe svolgere) un importante servizio pubblico di manutenzione delle opere e degli impianti di irrigazione, dei canali e di altre attività finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente sul territorio salentino.

Per lo svolgimento di tali funzioni, a tale Ente è attribuito dalla legge, statale e regionale, il potere di imporre contributi a carico dei proprietari di immobili agricoli ed extra agricoli ricadenti all’interno del comprensorio di bonifica.

È per questa ragione che ogni anno migliaia di contribuenti salentini si vedono recapitare richieste di pagamento da parte del Consorzio. Poco male, verrebbe da commentare, se l’Ente in questione svolgesse effettivamente e correttamente il suo mestiere.L'avvocato Antonio Manco-2

Il problema è, però, che frequentemente i cittadini interessati ritengono tale imposizione del tutto iniqua, ciò per via del grave stato di degrado in cui versano molti dei terreni che dovrebbero essere oggetto delle cure del Consorzio e che invece giacciono spesso privi di ogni cura e manutenzione.

Tale annosa questione è stata anche oggetto di segnalazione da parte delle associazioni dei consumatori e dei contribuenti, che hanno più volte denunciato l’illegittimità di questa tassa fissa perlomeno in quelle ipotesi in cui essa è richiesta in maniera ingiustificata.

Nonostante ciò l’Ente di bonifica, residuo storico del ventennio fascista, forte delle proprie prerogative, non cessa di notificare ogni anno i propri avvisi di pagamento.

In tali casi, per difendersi, vi è un’unica strada da percorrere: quella del ricorso presso la competente Commissione tributaria.

È in tale sede che il contribuente può sperare di ottenere giustizia, creandosi un precedente favorevole da potere opporre al Consorzio ogni volta che gli vengano notificate ingiuste richieste di pagamento.

In questo senso significativa appare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (n. 732/2019), su ricorso a firma del sottoscritto (nella foto, ndr). Tale sentenza è solo uno degli ultimi provvedimenti in materia ad aver dato ragione ai contribuenti che, coraggiosamente, hanno deciso di contestare il tanto odiato balzello.

Il provvedimento in questione, dando ragione al ricorrente, ha annullato l’avviso di pagamento dell’Ente di bonifica, ritenendo ingiustificata la pretesa creditoria e quindi non dovute le somme richieste.

Attenzione, però, in quanto la sentenza pone ben precisi limiti alle difese che il cittadino intenda porre a sostegno delle proprie ragioni. Non basta, infatti, affermare l’illegittimità della pretesa del Consorzio. I giudici tributari hanno in effetti stabilito, sulla scorta di una giurisprudenza ampiamente consolidata, come sia onere del cittadino quello di dimostrare l’inattività dell’Ente di bonifica, ritenendosi altrimenti legittime le richieste di pagamento da parte di quest’ultimo.Ciò significa che, in mancanza di una corretta ricostruzione dei fatti da parte del contribuente attraverso una propria perizia di parte, il Consorzio risulta e risulterà sempre in una posizione di vantaggio, ritenendo i giudici giustificata,fino a prova contraria, l’imposizione consortile.

Tutto bene, dunque? Non proprio. Per quanto la sentenza citata rappresenti un importante punto a favore dei cittadini vessati da tributi ingiusti, permane il fatto che tale provvedimento giudiziario non ha efficacia universale e non è quindi automaticamente estensibile a tutti i soggetti che si trovino nelle medesime circostanze.

Inoltre tutto ha un costo e molto spesso i contribuenti salentini, pur avendone tutte le ragioni,preferisconodesistere dall’avviare giudizi dinanzi al Giudice tributario, ritenendo più sempliceed economico versare ogni anno l’obolo in favore del Consorzio, anche quando ciò sia ritenuto ingiusto.

Sarebbe dunque auspicabile una profonda riforma del Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi. Tale ente, infatti, potrebbe avere un importante ruolo nella cura e nella manutenzione dell’ambiente salentino, a patto che il suo operato venga svolto in maniera più efficace di quanto, molte volte, avvenga oggi.Tutto ciò richiederebbe però una radicale revisione di un sistema oggi oneroso e poco trasparente.

Ovviamente, in caso di mancata riforma, non stupiscono le voci sempre più insistenti che vorrebbero invece la definitiva soppressione di quello che rischia di apparirel’ennesimo inefficiente carrozzone mantenuto con denaro pubblico.

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In effetti, però, mai come nel presente periodo storico di rinnovata coscienza ambientale sarebbe opportuno incentivare, potenziare e, appunto, riformare enti come il Consorzio di Ugento, data anche l’urgenza di sviluppare la produzione agricola e migliorare l’assetto paesaggistico, urbanistico e idrico del territorio pugliese.

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