Notte della Taranta: evento senza pubblico, ma il viaggio continua

Presentata la 23esima edizione, in programma sabato sera. Direzione a Paolo Buonvino, ospiti Gianna Nannini, Diodato e Mahmood. In tv su Rai2 il 28 agosto

Foto della Fondazione Notte della Taranta.

MELPIGNANO – La prima senza pubblico, la 23esima in totale. L’edizione del Concertone della Notte della Taranta, in programma domani sera a Melpignano, avverrà in un contesto inedito: l’allerta per la situazione sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 ha fatto abortire qualsiasi ipotesi di apertura alla partecipazione popolare, seppur contingentata, riducendo la presenza a una pattuglia di addetti ai lavori e a una cerchia ristretta di accessi tramite accredito. L’evento sarà poi trasmesso su Rai2 il 28 agosto alle 22.50.

La direzione dell’evento è stata affidata a Paolo Buonvino che per l’occasione ha voluto affiancare alla collaudata a trascinante Orchestra Popolare anche la compagine dell’Orchestra Roma Sinfonietta. Gli ospiti speciali sono Gianna Nannini, Diodato e Mahmood che si misureranno, rispettivamente con “Fimmene Fimmene”, “Beddra ci dormi” e “Sabri Du Alil”, canto d’amore in arabo. Per la Nannini si tratta di un gradito ritorno perché già nel 2004 partecipò al Concertone (insieme a Franco Battiato).

“Canterò una nuova versione straordinaria di Fimmene Fimmene – ha precisato l’artista senese -, il canto di denuncia delle tabacchine. Le donne vivono in un’epoca che è diversa da quella precedente, ma restano ancora il pregiudizio e la mancanza di rispetto nei confronti della donna, non solo in ambito lavorativo. Grazie alle tabacchine anche le donne di oggi possono usufruire di miglioramenti nella vita e nel lavoro”.

“Ognuno degli ospiti ha una generosità e dimensione che mi hanno arricchito e dato spunti – ha spiegato oggi in conferenza stampa il maestro concertatore -: Gianna è un uragano di energia; Diodato è la forza della calma, della semplicità e della limpidezza; con Mahmood invece abbiamo costruito ponti per unire mondi diversi, dove la musica parte da Bach, diventa nenia e poi incontra il Salento compiendo il giro del mondo in pochissimo tempo. L’obiettivo sarà rompere i muri per costruire incontri e ponti, il tutto nell’ambito di un racconto poetico: ci sarà dinamica, ma anche poesia e danza, cercando di riuscire ad emozionare partendo dalla tradizione”.

Dal punto di vista scenografico sarà un’edizione più minimalista: nessun grande palco, ma uno di tipo lirico arricchito dalle luminarie della tradizione salentina. A Sergio Rubini toccherà accompagnare i telespettatori nella visione del concerto. E prosegue la collaborazione con Dior: sul palco di Melpignano si rivedranno le coreografie di Sharon Eyal per i dieci danzatori del corpo di ballo della Taranta. Ospite d’eccezione sarà il ballerino Darren Devaney

“Ci siamo anche in questo anno difficile. Sarà un concertone diverso - ha spiegato Massimo Manera, presidente della Fondazione La Notte della Taranta - un vero e proprio omaggio alla musica e alla danza del Salento per regalare al pubblico, che ci segue da 23 anni, 90 minuti di sogno. Vogliamo fortemente restituire al popolo della Taranta che ci seguirà da casa tutta l’energia positiva che in Italia e nel mondo ci manifesta quotidianamente. Grazie alla collaborazione con Puglia Promozione regaleremo le immagini straordinarie delle meraviglie della nostra regione”.

Impaziente di esibirsi si è detto l’artista tarantino Diodato: “Quando ho ascoltato l’arrangiamento realizzato da Buonvino per questo brano, ho subito capito che parlavo con un’anima molto simile alla mia. C’era tutta l’intensità e la gioia di raccontare un vissuto, che mi ha fatto pensare al mio vissuto, alla mia terra, all’importanza che questa musica ha per questa gente. È per me un grande onore poter interpretare un brano così importante di questa tradizione: ci metterò dentro tutta la mia terra. Sono onorato di essere venuto alla Notte della Taranta per la mia musica: ringrazio chi mi ha voluto in questa edizione così speciale”.

Non da meno Mahmood: “Sono molto felice di essere qui, perché non mi sarei mai aspettato di cantare alla Notte della Taranta. All’inizio la vedevo come una cosa molto lontana, non avendo radici molto vicine alla Puglia avendo padre egiziano e madre sarda. Canterò Sabri Du Alil, un brano arabo che da piccolo cantava spesso mio padre in auto. Non sarà solo una canzone, ma un viaggio che riunisce tre mondi. Mi sono sentito anche io parte di questa tradizione e ho capito che le mie origini non sono poi così distanti dalle tradizioni pugliesi: ringrazio tantissimo tutti per quest’opportunità”.

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