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Il pronto soccorso del Vito Fazzi.

Il pronto soccorso del Vito Fazzi.

"Mai richiesta una corsia preferenziale per l'assessore". Ordine dei medici chiude il caso

Il presidente De Giorgi spegne le polemiche sorte attorno alla presa in carico nel pronto soccorso di Rita Miglietta dopo un incidente

LECCE – Molto rumore per nulla. L’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri ha chiuso con una nota il caso relativo alle polemiche registrate in seguito alla presa in carico nel pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Lecce, Rita Miglietta.

Secondo alcune ricostruzioni ci sarebbe stata una indebita ingerenza nei confronti della dottoressa Rosanna Sfragapede da parte Saverio Citraro, collega di giunta della Miglietta e medico nel reparto di Otorino Laringoiatria. Da qui la presunta corsia preferenziale sollecitata, come riportato da alcune testate, per la paziente.

Per fare chiarezza sull’accaduto il presidente dell’ordine, Donato De Giorgi, ha convocato ieri sera i due medici in questione e anche Silvano Fracella, dirigente del pronto soccorso. Nelle ore precedenti Asl Lecce aveva già preso posizione: “La presa in carico della paziente si è svolta senza nessuna richiesta di trattamenti di favore né alcun favoritismo, ma unicamente in base alle ordinarie procedure e nei tempi previsti”.

Stesso esito dopo l’approfondimento voluto da De Giorgi: “Si precisa che la paziente non ha mai ricevuto 'trattamenti preferenziali', né da alcuno sono stati mai sollecitati, ma si sono adottati correttamente tutti i protocolli previsti dalla codificazione attribuita al triage. La carica pubblica rivestita dalla paziente, infatti, non ha evidentemente e giustamente in nulla interagito con il percorso di cura adottato”. De Giorgi parla anche di “un ingiustificato significato mediatico che si è dato all’episodio, alimentato anche da ‘retro pensieri’, pregiudizi immotivati e artatamente diffusi nella pubblica opinione”. Insomma, come se qualcuno abbia alimentato interpretazioni forzate e infondate a scopo politico.

Quello che più probabilmente sembra essere accaduto è un diverbio tra colleghi che comunque non è stato ritenuto passibile di alcuna sanzione, fermo restando l’inesistenza di qualsiasi favoritismo nei confronti dell’amministratore pubblico leccese. In questa direzione, infatti, sembrano andare i due seguenti passaggi: “Naturalmente l’ordine di Lecce non ha alcuna intenzione di tacere o ignorare comportamenti, che abbiano potuto ledere la professionalità, la deontologia, l’immagine, l’autonomia decisionale medica e che possano comunque configurarsi come atteggiamenti aggressivi: siamo pronti a denunciarli sempre e comunque, ma certamente divengono insopportabili, se ad assumerli fossero addirittura del colleghi”.

Su questo aspetto anche la direzione dell’azienda sanitaria  si era soffermata, riservandosi “di valutare ulteriori elementi di contorno, che esulano dall’intervento sanitario in senso stretto e affollano le ricostruzioni giornalistiche, e nel contempo esprime dispiacere per quanto accaduto e per la dimensione pubblica che la vicenda, inaspettatamente, ha assunto”.

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