Pannelli in plexiglass dentro al carcere: ripartono i colloqui con i detenuti

Dalla prossima settimana riprenderanno gli incontri nell'istituto di Borgo San Nicola con parenti e avvocati. I volontari restano fuori. La garante Mancarella: "Un passo importante"

Foto di repertorio

LECCE – Riapre, passo dopo passo, il Paese. E anche i detenuti dalla settimana prossima potranno incontrare i loro famigliari.

Nella Casa circondariale di Lecce è tutto pronto per ripartire: i colloqui si terranno a Borgo San Nicola dal 25 maggio al 4 luglio, fatte salve eventuali modifiche legate all'andamento dell'emergenza sanitaria.

La direzione dell'istituto penitenziario ha dato seguito alla nota del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del 14 maggio, fissando alcuni paletti per garantire gli incontri in condizioni di sicurezza.

I colloqui saranno quindi organizzati in presenza, con videochiamate via skype e colloqui telefonici, e saranno così articolati: due in presenza al mese, uno ogni 15 giorni; due telefonate a settimana o tre nel caso dei detenuti che non fanno colloqui in presenza; quattro incontri su skype al mese della durata di 30 minuti.

Le salette del carcere sono state attrezzate di pannelli in plexiglass trasparente per favorire gli incontri, della durata di un’ora e con un solo familiare.

I colloqui con gli avvocati continueranno a svolgersi su richiesta, online, tutte le mattine, sabato incluso, e il mercoledì pomeriggio.

"Sappiamo tutti quanto le relazioni affettive con la famiglia rappresentino per le persone ristrette un aspetto fondamentale della loro vita – ha dichiarato la garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Maria Mancarella – e quanto esse siano un bene umano particolarmente importante, capace di proteggere le persone detenute dai danni derivanti dalla carcerazione e sostenerle nella difficile situazione in cui si trovano, quanto insomma il sostegno della rete familiare rappresenti il caposaldo da cui ripartire una volta espiata la pena".

Secondo Mancarella è quindi importante “che il carcere si avvii verso la ripresa dei colloqui faccia a faccia con i familiari”, se pur con le limitazioni imposte dalle regole previste per la sicurezza sanitaria.

Unico neo del provvedimento del 14 maggio è quello di non prevedere la presenza di volontari all'interno del carcere: “L'assenza dei volontari, che dura ormai da più di due mesi, annulla la partecipazione alle tante esperienze formative e ricreative, attive nel penitenziario di Lecce come in tutta Italia, e il rapporto con i volontari, primo e a volte unico autentico ponte tra il carcere e il mondo esterno”, ha aggiunto la garante.

Mancarella ha annunciato che, in attesa di poter riprendere i colloqui nella casa circondariale, continuerà a comunicare con i detenuti tramite posta, con gli avvocati e i familiari attraverso la posta elettronica e su appuntamento via skype.

"A tutti i detenuti e alle detenute della Casa Circondariale di Lecce va il mio saluto, il mio sostegno, la mia vicinanza”, ha concluso lei.

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