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foto di repertorio

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Progetto Vendita annuncia 131 licenziamenti tra Gallipoli e Maglie

Questa l'intenzione del call center, comunicata dai sindacalisti al termine di un incontro: "L'azienda ha perso la principale commessa e sono a rischio i contratti a tempo indeterminato"

GALLIPOLI - Saltano 131 posti di lavoro, per giunta tutti a tempo indeterminato, tra Gallipoli e Maglie. La notizia è di quelle drammatiche e giunge al termine di una giornata convulsa. Progetto Vendita, il call center che dispone di due sedi nei comuni salentini, ha annunciato la sua intenzione di procedere con i licenziamenti collettivi.

Lo hanno reso noto i segretari di Fistel Cisl, Uilcom Uil e Slc Cgil, Gianni Bramato, Massimo Passabì e Tommaso Moscara che sono riusciti a incontrare i vertici dell’azienda nel pomeriggio di oggi a Brindisi.

Nell’arco di 48 ore dovrebbero partire le lettere raccomandate, destinate ai dipendenti dei servizi inbound, con l’unica eccezione di 18 persone dello staff che, suppongono i sindacalisti, potrebbero essere dirottatEsulle commesse outbound.

Rimangono in piedi, al netto di altre comunicazioni ufficiali, le posizioni dei lavoratori a progetto: 300 operatori telefonici in tutto, divisi tra le due sedi. 

La causa della crisi che ha messo in ginocchio i servizi di consulenza era stata annunciata: Progetto Vendita ha perso la principale commessa che reggeva il servizio inbound, ossia Mediaset-Premium. Con quest’ultima l’azienda aveva stipulato un accordo commerciale valido fino al 30 giugno 2018.

“Questo è un dramma nel dramma per il Salento che già soffre degli alti livelli di disoccupazione. Il settore dei call center rappresenta un polmone vivo per l’economia del territorio – commenta Gianni Bramato, segretario provinciale di Fistel Cisl- e i dipendenti licenziati, se guardiamo allo stato di salute delle aziende nel Salento, rischieranno di non trovare un altro impiego in tempi brevi”.

“Abbiamo chiesto altre soluzioni, tentato altre strade per salvare l’azienda dal baratro dei licenziamenti, ma al momento non ci sono prospettive concrete”, aggiunge con amarezza. Gli fa eco il collega della Slc Cgil, Tommaso Moscara: “Ci siamo confrontati con il call center per capire se potesse trovare altre commesse, sostitutive di Mediaset Premium, ma non vediamo spiragli”.

I dipendenti hanno appreso la gravosa novità poche ore dopo. Erano riuniti nella sala consigliare del Comune di Gallipoli, in segno di protesta, dopo aver proclamato lo sciopero per l’intera giornata di oggi. Reclamavano risposte certe e, già nelle prossime ore, potrebbero adottare nuove forme di protesta.

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