Reparto intitolato a Nadia Toffa. Il giallorosso Falco: "Ilva è il primo cancro"

Il calciatore del Lecce sente molto da vicino il dramma che interessa il suo territorio d'origine e alla vigilia dell'attesa cerimonia dice la sua

Un messaggio di protesta di studenti tarantini.

LECCE – Alla vigilia dell’intitolazione a Nadia Toffa del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale “Santissima Annunziata" di Taranto, anche Filippo Falco, calciatore del Lecce, ha voluto esprimere il suo pensiero. Del resto, lui che è originario di Pulsano sente maledettamente vicino il dramma di tante famiglie del capoluogo ionico, per le quali l’inviata della trasmissione “Le Iene”, scomparsa prematuramente per un tumore, si era data tanto da fare.

“I bambini quando sono piccoli devono solo sognare, e non passare il tempo in queste strutture a curarsi - ha dichiarato il numero 10 del club salentino -. È doloroso e inammissibile. A me queste cose fanno stare davvero male: Nadia Toffa aveva coraggio e passione, le persone come lei restano anche dopo che se ne sono andate. I bambini di Taranto e i tarantini la ricorderanno per sempre. Il suo messaggio era quello di non arrendersi e lottare: è vero e queste sono le cose per le quali bisogna farlo. Un abbraccio, anche se non ho avuto il piacere di conoscerla personalmente, lo voglio mandare anche alla mamma di Nadia, la signora Margherita, che con il dolore di una perdita così grande nel cuore, riesce a portare il messaggio della figlia a noi: grazie per questo”.

Il talentuoso 27enne non si sottrae rispetto al nodo più stretto di questa pluridecennale vicenda: “Ben vengano questi centri dove i piccoli si possono curare, perché a Taranto ne abbiamo assolutamente bisogno. Però, lo devo dire, il primo cancro di Taranto è l’Ilva. E questo mi fa arrabbiare; perché i piccoli si ammalano ogni giorno e non è giusto. Loro dovrebbero pensare solo a giocare, a correre dietro a un pallone, invece sono lì a fare cure così pesanti che gli spengono il sorriso. Sono quei bambini i veri campioni da cui imparare”.

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