Sette ore di ritardo, Ryanair paga pure per la giornata persa a Eurodisney

Il giudice di pace ha ritenuto che la compagnia irlandese debba risarcire una famiglia salentina: madre, padre e due bambini

L'aeroporto di Brindisi.

BRINDISI – Il primo giorno di vacanza a Eurodisney? Lo paga Ryanair. Non è un claim pubblicitario, ma una  decisione del giudice di pace di Brindisi, Francesca Vilei, che ha accolto parte delle lamentele di un’intera famiglia salentina formata da quattro persone: padre, madre e due bimbi di 6 e 4 anni. Motivo: un ritardo di sette ore dell’aereo ha innescato una serie di inconvenienti a catena.  

In realtà la condanna è più ampia del “solo” primo giorno di vacanza, perché comprende il risarcimento dei passeggeri per mille e 842 euro, oltre interessi e spese legali, riconoscendo quindi ai turisti 400 euro ciascuno a titolo di compensazione e 242 euro. Appunto, la prima giornata persa nel parco divertimenti (oltre interessi e spese legali).

Il pacchetto turistico che avevano acquistato, infatti, era comprensivo sia dell'ingresso al parco parigino, sia del volo con la compagnia Ryanair di andata e ritorno fra Brindisi e Parigi Beauvois, con arrivo previsto il 14 maggio 2017 alle 11,50. Cioè, giusto in tempo per godersi appieno la prima giornata d'ingresso al parco. Peccato che all'aeroporto di Parigi i quattro siano arrivati soltanto alle 18,50. Oltre ogni previsione.

I genitori hanno lamentato anche un’attesa estenuante, con due bambini al seguito nell'aeroporto di Brindisi Casale. E si sa che facce lunghe fanno i bambini per “ricatto” di fronte ai mali del mondo, anche quando mamma e papà non hanno colpe. A dire della coppia, tutto questo senza ricevere nemmeno informazioni sulle cause e la durata del ritardo. Morale della favola, nell'albergo nei pressi del parco divertimenti vi sono arrivati alle 21 di sera. Un incubo, in cui è andata persa del tutto anche la prima giornata d'ingresso a Disneyland.

Si è cercato di risolvere la vicenda in via stragiudiziale, ma senza risposta. Così, tramite l'avvocato Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce (associazione di difesa dei consumatori), la famiglia ha citato la compagnia davanti al giudice di pace di Brindisi che ha respinto le eccezioni avanzate sulla giurisdizione territoriale.

La sentenza è stata pubblicata il 27 aprile e depositata ieri, con riconoscimento di molte delle lamentele. “Ancora una volta, a fronte del mancato riscontro stragiudiziale da parte del vettore, è stato necessario rivolgersi all'autorità giudiziaria per ottenere, pur in tempi assolutamente ristretti e ragionevoli, il riconoscimento degli indennizzi contrattuali previsti dal Regolamento CE 261/2004 e il rimborso delle spese sostenute a causa dell'evento imputabile alla compagnia”, commenta l’avvocato Gallotta.

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Non è stato invece accolta l’ulteriore richiesta a titolo di danno non patrimoniale, circa gli obblighi di assistenza, poiché, richiamando la sentenza della Corte di Cassazione numero 12088/15, il giudice ha ritenuto non giustificata una sofferenza di gravità tale da far sorgere il dritto a questo tipo di risarcimento.

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