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"Sicurezza e stipendi arretrati": Usb punta il dito contro Tundo spa

I lavoratori della ditta di Zollino sono tornati a protestare in via XXV luglio. Il sindacato chiede l'intervento risolutivo del prefetto: "Velocizzare il percorso di internalizzazione nella Asl"

In foto: uno striscione davanti alla Prefettura

LECCE – Ancora problemi in casa Tundo spa. E a protestare è sempre Usb che questa mattina ha organizzato un presidio in via XXV luglio per rendere note al prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, le difficoltà che devono affrontare i dipendenti della ditta di Zollino.

L'azienda Tundo Vincenzo spa, infatti, gestisce ancora in appalto il servizio di  trasporto e accompagnamento all'interno della rete dei servizi sanitari della Asl di Lecce. L'internalizzazione del medesimo servizio, a più riprese reclamata dal sindacato di base, è rimasta però su carta.

Esiste una delibera, firmata dal direttore generale Rodolfo Rollo, la numero 235 del  6 aprile 2021, che ne dispone l'affidamento alla società in house. Ma, ad oggi, è tutto fermo.

“Nel corso di una recente riunione – racconta l'esponente Usb, Gianni Palazzo - l'amministratore unico di Sanitaservice ci ha spiegato che, per una serie di ragioni burocratiche, i tempi per il percorso di internalizzazione potrebbero allungarsi ancora”.

“Tuttavia – prosegue il sindacalista - la situazione all'interno dell'azienda è precaria. I problemi sono tanti: innanzitutto quello relativo alla sicurezza dei mezzi di trasporto, a causa della scarsa manutenzione e di carenti procedure di sanificazione, che deve essere risolto nell'interesse sia dei lavoratori che degli utenti. Poiché parliamo di un servizio di trasporto di pazienti fragili, oncologici o dializzati, sono peraltro necessarie licenze ad hoc che possono essere rilasciate dalla Provincia, del Comune o dalla stessa Prefettura”.

Resta poi da sciogliere il nodo dei mancati pagamenti: “Alcuni lavoratori si rivolti agli avvocati per ottenere gli arretrati degli stipendi che non sono stati saldati mentre invece l'azienda continua a percepire il canone previsto dal contratto d'appalto con la Asl – denuncia Palazzo -. Negli ultimi mesi la stessa direzione di via Miglietta aveva teso una mano a personale con un intervento sostitutivo, corrispondendo direttamente l'80 percento delle mensilità non percepite, ma il 20 percento ancora manca all'appello, così come il Tfr e i mille euro, una tantum, previsti per il rinnovo nazionale del contratto Aiop ((Associazione italiana ospedalità privata) ”.

Usb ha quindi chiesto l'intervento della massima autorità governativa, il prefetto di Lecce, con il duplice scopo di imprimere un'accelerazione al processo di internalizzazione e di risolvere “tutti i problemi relativi alla sicurezza e agli emolumenti arretrati”.
 

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