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Strage della Grottella, il ricordo indelebile dei vigilantes uccisi nell’assalto

Ricorre questa domenica il 21esimo anniversario del cruento assalto ai portavalori de “La Veliapol” sulla provinciale Copertino-San Donato nel quale perirono tre guardie giurate. L’istituto invita “a non dimenticare”

COPERTINO - Come ogni anno l’istituto Ggs Vigilanza-La Velialpol, in collaborazione con i colleghi rimasti feriti nell’attacco, commemora le vittime della “Strage della Grottella” avvenuta il 6 dicembre del 1999. Un appuntamento ormai rituale e sentito che abbraccia tutta la comunità salentina. In questa domenica ricorre il 21esimo anno di uno dei più efferati assalti che le cronache possano rammentare.

Quest’anno, purtroppo, a causa delle misure di prevenzione della pandemia del covid-19, non è stato possibile organizzare, eventi, ritrovi, o riti religiosi con la partecipazione di più persone, ma nonostante questo, come ha rammentato il security manager dell’istituto di vigilanza Giovanni Palma, la memoria e il ricorso indelebile di quella dolorosa giornata e delle vittime innocenti, gli agenti Luigi Pulli, Rodolfo Patera e Raffaele Arnesano, non potrà mai essere dimenticata o tralasciata.

La “Strage della Grottella” viene ricordata come uno dei fatti di cronaca tra i più cruenti e drammatici del Salento, consumata sulla provinciale che congiunge Copertino a San Donato di Lecce. Un commando composto da circa dieci persone, condannò al massacro tre vite umane, senza scrupolo.

Il 6 dicembre ricorre quindi il ventunesimo anniversario da quella mattina del 1999 in cui la banda di rapinatori, intorno alle sette, mise a segno il piano cruento ai danni di due furgoni portavalori, scortati dal personale de "La Velialpol" e che fruttò un maxi bottino da tre miliardi di vecchie lire. Denaro che le guardie giurate dell'istituto di vigilanza avrebbero dovuto consegnare agli uffici postali del basso Salento, e che sarebbe servito per il pagamento delle pensioni.

I vigilantes persero la vita tra le deflagrazioni di bombe e spietate raffiche di kalashnikov. Oltre alle vittime innocenti, Luigi Pulli, Rodolfo Patera e Raffaele Arnesano rimasero feriti anche i colleghi Giuseppe Quarta, Claudio Matino e Giovanni Palma. In ricordo delle vittime dei quella strage sono stati eretti due monumenti commemorativi nei pressi dell'omonimo santuario, a Copertino e in piazza della Costituzione a Veglie.

“L’estremo sacrificio conferma l’impegno delle nostre guardie giurate a tutela del bene pubblico e privato” commenta Giovanni Palma, “categoria di lavoratori che, giorno e notte, rendono il vivere comune più tranquillo”.

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