Domenica, 16 Maggio 2021
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Treni fermi e braccia incrociate: i dipendenti Fse hanno scioperato in massa

L'astensione del lavoro, programmata per 4 ore dai sindacati, ha raggiunto il 100 percento. Fse in concomitanza ha soppresso alcune corse. Nuove proteste all'orizzonte

Una foto dei dipendenti in assemblea sindacale

LECCE – Il personale di Ferrovie Sud Est ha risposto massicciamente allo sciopero proclamato nella giornata di oggi, per 4 ore, dai sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Faisa Cisal. L’astensione ha toccato picchi del 100 percento nel Salento e punte altrettanto alte in tutta la regione.

Più nel dettaglio, i macchinisti ed i capo treno hanno aderito totalmente, così come il personale delle autolinee a tempo determinato e indeterminato (oggi hanno lavorato solo gli interinali); le parti sociali hanno raccolto la massima adesione anche da parte del personale delle officine ferroviarie.

I disagi all’utenza, già preannunciati, non sono mancati perché in concomitanza con la mobilitazione regionale l’azienda ha soppresso diverse corse nella fascia oraria dello sciopero, quindi dalle 8.29 alle 12.29: 6 corse su via Novoli, un paio sul Martina Franca-Lecce, 6 nella tratta Lecce-Gallipoli e 28 corse della metropolitana di superficie Gallipoli-Baia Verde.

A monte della corposa protesta vi sono problematiche irrisolte con Fse che si sarebbe dimostrata, a detta dei sindacalisti, “sorda” rispetto ad una serie di rivendicazione.

I nodi da sciogliere sono principalmente nell’organizzazione del lavoro: “I dipendenti, nonostante la situazione drammatica in cui era finita la società, hanno continuato a lavorare con grande senso di responsabilità – ammoniscono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali -. Ora che si intravede all’orizzonte qualche schiarita, nessuna risposta è arrivata sulla richiesta di rinnovare la contrattazione di secondo livello, disdettata unilateralmente. Si preferisce l’assenza di interlocuzione e di contrattazione applicando ordini di servizio, regole non condivise e in barba alla contrattazione aziendale vigente”.

In particolare, a Fse vengono contestate “azioni unilaterali e mancato svolgimento delle fasi di informazione ed esame congiunto su provvedimenti riorganizzativi come ferie, turni del personale, accorpamento degli uffici, gestione degli equipaggi e spostamento delle attività di manutenzione”.

“Nel comparto ferroviario segnaliamo una grave carenza di personale che determina condizioni di stress per i lavoratori – aggiunge il segretario Filt Cgil, Giuseppe Guagnano -; i mezzi sono obsoleti e talvolta si rompe persino l’impianto di climatizzazione in piena estate: questi problemi gravano in particolare sul trasporto su rotaia e in misura minore coinvolgono il trasporto su gomma”.

Ciò che preoccupa maggiormente è proprio la situazione degli organici: “L’azienda ricorre ad una massiccia quantità di interinali – spiegano i sindacalisti – che, a livello regionale, raggiungono le 160 unità su mille e 100 dipendenti”.

“Tutto questo ci ha portato a proclamare uno sciopero. I dipendenti Fse hanno atteso vent’anni per incrociare le braccia, oggi invece abbiamo raccolto un’adesione superiore alle aspettative”, commenta Guagnano.

La protesta non si fermerà qui. I dipendenti si asterranno ancora dal lavoro, questa volta straordinario, per 28 giorni, al netto delle franchigie previste dalla delibera della Commissione di Garanzia: quindi dal 5 al 27 luglio e dal 4 all’8 settembre.

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