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Un dono “simbolico” a monsignor Semeraro. “Meglio destinarlo ai poveri”

Lettera aperta del gruppo di Monteroni a Sinistra all’alto prelato dopo la decisione della giunta di omaggiarlo con abiti ecclesiastici cardinalizi con un impegno di spesa di 6 mila euro

MONTERONI - A pochi giorni dall’annuncio e della successiva nomina a cardinale di monsignor Marcello Semeraro, già vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali, da parte di Papa Francesco, dalla sua città natìa di Monteroni giungono le felicitazioni unanimi dell’intera comunità. E al contempo anche una lettera aperta indirizzata all’alto prelato da parte del gruppo politico di “Monteroni a Sinistra” (nell’ultima tornata elettorale di settembre a sostegno del candidato sindaco Pierluigi Favale) con la quale viene espressamente richiesto al diretto interessato di riconvertire il riconoscimento simbolico che l’amministrazione comunale ha inteso tributargli devolvendolo in  opere caritatevoli o destinate  al benessere dei monteronesi meno fortunati.

La questione parte dalla decisione assunta nei giorni scorsi dalla giunta comunale, retta dal sindaco Mariolina Pizzuto, che con una apposita delibera ha stabilito un riconoscimento istituzionale in seguito alla nomina cardinalizia di monsignor Semeraro. Un dono simbolico che, tra le viarie ipotesi, è stato identificato nella fornitura di abbigliamento ecclesiastico cardinalizio. E per tale scopo si è deciso di assumere, a carico del bilancio comunale, una spesa complessiva di 6 mila euro.

Una decisione che come ha avuto modo di spiegare il primo cittadino e come riportato anche nel corpo della delibera segue anche la recente nomina del cardinale salentino a prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi in subentro al cardinale Giovanni Angelo Becciu. “A seguito di tale importante nomina la giunta esprime la volontà, facendosi tramite dell’unanime sentire della comunità monteronese, di destinare a monsignor Marcello Semeraro” la motivazione del Comune, “un dono che abbia una valenza simbolica e, al tempo stesso, non solo sia ben augurante e accompagni l’illustre prelato in questo nuovo, impegnativo percorso pastorale, ma che significhi anche promozione del nome della città di Monteroni di Lecce a livello internazionale”.

Fin qui nulla di strano per il gruppo di Monteroni a Sinistra che si è unita a tutta la comunità monteronese, religiosa e non, rinnovando gli auguri per l'importante riconoscimento. Se non fosse che per quel dono simbolico destinato all’illustre prelato “la giunta abbia assunto a carico del bilancio comunale la spesa complessiva di 6 mila euro”. Da qui la decisione di rivolgersi direttamente al cardinale con una lettera aperta.

“In questo periodo di forte difficoltà, un dono che abbia una valenza simbolica di seimila euro è un insulto per le tante persone, lavoratori, disoccupati, donne e uomini che vedono le loro condizioni di disagio aggravate” scrivono nella missiva dal gruppo di Monteroni a Sinistra, “è una cifra che non ha niente a che vedere con l'immensa felicità della comunità, ma è una cifra che può essere spesa in altro modo, come Lei stesso avrà modo sicuramente di dire".

"Le chiediamo pertanto di intercedere e far si che questo esoso dono possa essere devoluto ad opere caritatevoli o al benessere dei monteronesi. Siamo anche sicuri che altri doni possono essere meno dispendiosi, ma più idonei. Siamo anche certi che alla giunta comunale non manchino le iniziative e che si troverà il modo di risparmiare per il benessere dei nostri concittadini, tutti provati dalla profonda sofferenza dettata da questo periodo di arresto economico e sanitario. Ci auguriamo che questo Natale scaldi i cuori e le anime dei più bisognosi anche grazie a questo gesto”.

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