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Via Brenta, dipendente positivo. “Occorre tracciare tutti i contatti”

Lo rende noto la Confsal Unsa che chiede di attuare subito controlli stringenti e il lavoro agile. Il segretario regionale Giovanni Rizzo: "Interessati personale di cancelleria, ditte esterne, magistrati, avvocati e utenti"

LECCE – Tre giorni addietro era un caso sospetto, ora c’è la certezza: un dipendente del tribunale civile di Lecce, in via Brenta, è risultato positivo al tampone per rilevare il Covid-19. Lo annuncia il segretario regionale del sindacato Confsal Unsa. Che chiede controlli stringenti e l’attuazione, al più presto, del lavoro agile.   

Si apre – dice Rizzo– uno scenario più preoccupante, che sottoponiamo anche al prefetto, investito di specifici compiti dal governo con l’articolo 11 del Dpcm del 24 ottobre scorso e che in verità, rispetto al caso in Corte d’assise, non ci ha riscontrato. Il funzionario positivo – aggiunge - ha circolato a lungo nei locali del tribunale civile di via Brenta a Lecce, quindi sono importanti la ricerca e il tracciamento di tutti i contatti, da definirsi ormai stretti con tutte le conseguenze del caso e che dovrebbero anche segnalare se i contatti sono avvenuti nel rigoroso rispetto del distanziamento e dell’uso delle protezioni individuali”.

Il quadro tratteggiato dal segretario regionale appare piuttosto serio. Rizzo ricorda, infatti che “è interessato non solo il personale di cancelleria ma anche quello di ditte esterne, i magistrati, gli avvocati e gli utenti tutti con le loro famiglie e territori di residenza. Insomma tutte le autorità preposte, dal datore di lavoro al medico competente, alla Asl, al prefetto, devono operare in fretta, anche perché tra la raccolta del campione e l’esito siano passati tre giorni durante i quali, si spera, siano state messe in atto più rigide precauzioni”. Il sindacato, intanto, in queste ore è impegnato nel concludere in tutti gli uffici la contrattazione e l’attuazione del lavoro agile emergenziale. “Non può né deve ormai essere ulteriormente ritardato”, taglia corto Rizzo.

Risale a tre giorni addietro la segnalazione di un caso di positività al Covid-19 nella famiglia di un dipendente in servizio negli uffici di via Brenta e del fatto che l’uomo fosse stato sottoposto a tampone. Nell’occasione, Rizzo aveva manifestato il timore di pesanti ripercussioni sui servizi, qualora anche il dipendente si fosse rilevato – come poi è stato – positivo, per l’elevato numero di persone da tracciare dentro e fuori l’ufficio. E aveva chiesto quindi all’amministrazione e all’Asl uno sforzo, sottoponendo a tampone l’intero personale del settore civile di via Brenta.

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