Boom della cassa integrazione a novembre. Imprenditori salentini sfiduciati

Il nuovo rapporto elaborato da Uil Lecce evidenzia un aumento del 541 percento rispetto al mese precedente. Nel Salento autorizzate più di 122 mila ore: è il picco più alto della Puglia. Giannetto: "Dati coerenti con tutti i parametri negativi della crisi"

Una manifestazione di lavoratori.

LECCE – Il trend delle aziende salentine che ricorrono agli ammortizzatori sociali per fronteggiare la crisi non accenna a fermarsi. Anzi. Il IX rapporto elaborato dal sindacato Uil di Lecce sui dati Inps ha evidenziato un boom nell’uso della cassa integrazione in deroga nel mese di novembre, in aumento del 541 percento sul precedente mese di ottobre e dell’ 88 percento rispetto al novembre 2013.

I dati elaborati dal servizio politiche del Lavoro e della Formazione evidenziano come le ore di cig in deroga autorizzate alle aziende salentine siano 122 mila e 664, contro le 19 mila e 123 del mese precedente e le 65 mila e 37 di novembre 2013. Si tratta del picco più alto registrato in Puglia: seguono Foggia (+132,8), Bari (+132,1%), Taranto (+85,6) e Brindisi (+23,5).

“Quando in un mese si registra un tale aumento, nonostante il sostanziale rallentamento delle procedure per dare il via alle richieste di cassa in deroga, significa che il sistema produttivo non dà segnali di reazione - commenta il segretario provinciale Salvatore Giannetto -. D’altronde il dato sull'uso degli ammortizzatori è perfettamente corrispondente a tutti gli altri indicatori macroeconomici: zero crescita, meno consumi, alta pressione fiscale, calo degli investimenti”.

Registrano invece un calo di 76 punti percentuali gli interventi di cassa ordinaria (Cigo) passati da 286 mila  e 24 ore di ottobre a quasi 67 mila ore di novembre. In calo anche la cassa straordinaria (Cigs) le cui ore autorizzate a novembre (84 mila e 394) segnano una contrazione dell’88,6 percento rispetto al precedente mese di ottobre (211 mila e 645). Complessivamente, secondo il rapporto della Uil di Lecce, tra ottobre e novembre il ricorso alla cig è calato del 47 per cento, segno della sfiducia che ormai regna sovrana tra gli imprenditori salentini.

“Anche nel 2014 – evidenzia Giannetto - a livello pugliese si supereranno i 50 milioni di ore, ben distanti dai livelli pre-crisi (al di sotto dei 15 milioni). I dati mettono dunque in evidenza l’importanza rivestita dalle diverse forme di cassa integrazione, che hanno consentito di salvaguardare migliaia di posti di lavoro. La realtà non è affatto rosea, non ci sono segnali di ripresa: molte aziende salentine hanno terminato la cassa integrazione e, laddove possibile, ricorrono alla mobilità che equivale al licenziamento dei lavoratori, mentre tante altre sono in forte difficoltà economica”.

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“Di fronte a questa situazione – osserva il segretario generale Uil Lecce - sarebbe saggio da parte del governo, nel momento in cui si accinge a scrivere il decreto legislativo sugli ammortizzatori sociali, evitare di depotenziare uno strumento, quello della cassa integrazione, che ha garantito non solo reddito a centinaia di migliaia di persone ma anche aiutato a risolvere importanti vertenze aziendali. Mantenere siti produttivi con i lavoratori in attività è interesse di tutti e pensare di risolvere i problemi con un presunto allungamento dell’indennità di disoccupazione (nuova Aspi) non è utile, né risolutivo, sia per  lavoratori che per il nostro sistema produttivo”.

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