Economia

Cgil fotografa la crisi, l'economia non tiene

Il ricorso massiccio alla cassa integrazione testimonia la debolezza delle imprese salentine. Colpiti tutti i settori: commercio, sanità, edilizia, agroalimentare e il comparto metalmeccanico

bari

LECCE - Esiste una crisi nella crisi, secondo la Cgil di Lecce. Una crisi industriale, cioè, che ha colpito tutti i settori produttivi del Salento e che "la manovra finanziaria appena varata dal Governo, non riuscirà a risolvere", secondo il sindacato "perchè iniqua e dal contenuto depressivo" per le fasce sociali più deboli, costrette a pagare il debito di bilancio dello Stato. Il sindacato rosso torna a battere il chiodo sul tema caldo dell'economia italiana, sottolineando i dati allarmanti del ricorso alla cassa integrazione straordinaria e in deroga nella provincia di Lecce, a fronte di un minore utilizzo degli ammortizzatori sociali ordinari.

Numerosissimi sono i settori più esposti agli effetti della crisi, nella fotografia che fa Cgil. Il commercio innanzitutto, come testimoniano i grandi nomi della distribuzione organizzata che hanno messo parte del proprio personale in cassa integrazione, per crisi di fatturato: "Mercatone 1", che ha attivato la procedura dei contratti di solidarietà per circa 80 dipendenti, "Eldo" e "Conad Lecrerc", a Cavallino (quest'ultima ha applicato le procedure di i licenziamento dal 31 luglio) e a poi a Lecce, la "Perimetro Sud", ex Gs. A Copertino, invece, "Novembre arredamenti" ha chiesto i contratti di solidarietà per i suoi 21 dipendenti.

Non è da meno la situazione delle cliniche private, con alcuni nomi eccellenti che hanno pagato lo scotto: "Clinica Città di Lecce", "Laboratorio Pignatelli" e "Studio radiologico Quarta Colosso", infatti, hanno attivato le procedure di cassa integrazione in deroga per molti dipendenti.

Maglia nera anche per le mense ospedaliere, "i cui lavoratori devono fare i conti con le conseguenze del piano di riordino ospedaliero imposto dal governo nazionale", evidenzia il sindacato. A causa dei tagli ai posti letto, molti lavoratori delle aziende che gestivano gli appalti per le Asl del Salento, sono stati dichiarati in esubero. E' accaduto a Gagliano del Capo, Poggiardo e San Cesario.

Notevoli anche le problematiche per i settori dell'agroalimentare, dell´edilizia e del metalmeccanico. La "Newlat", in particolare, azienda originaria di Reggio Emilia che produce latticini, ha deciso di fermare la produzione a Lecce, per mantener soltanto il magazzino. Così come il pastificio "Tandoi", che ha chiesto la cassa integrazione ordinaria per i 53 dipendenti che lavorano nella sede di Corigliano d'Otranto. Per quanto riguarda l'edilizia, Cgil registra "una situazione di stallo sull'avvio di importanti opere pubbliche e il mancato rinnovo del Contratto integrativo provinciale del lavoro su cui, nonostante l'imponente protesta dei lavoratori lo scorso giugno, l'Ance non ha ancora agito concretamente". Così i lavoratori della "Petito Prefabbricati" di Salice Salentino, hanno accettato il sacrificio dei contratti solidarietà per altri 12 mesi.

Infine il settore metalmeccanico, che dopo timidi accenni di ripresa, sta di nuovo arretrando: "Gruppo Rossi" ha chiesto la cassa integrazione ordinaria per 135 dipendenti, fino a dicembre 2011, mentre "Alcar", dell´indotto Fiat, non ha rinnovato i contratti di 100 lavoratori interinali scaduti dal 2 settembre.

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