Domenica, 13 Giugno 2021
Economia

Confcommercio, è rottura tra Mazzotta e Prete. La parola ai giudici del Tar

A lanciare il j'accuse è Roberta Mazzotta la quale, pur avendo manifestato una disponibilità in merito al possibile ricorso da presentare al Tar Lecce, al punto da rendere pubblico un comunicato stampa dal titolo "Pace fatta tra Mazzotta e Prete", ritiene non sussistano più le condizioni per ricucire il rapporto vista l'assenza di risposte rassicuranti

LECCE – “È difficile sanare certe fratture quando scientemente si mettono in atto meccanismi poco trasparenti, come accaduto per l’elezione delle cariche della Camera di commercio di Lecce avvenuto lo scorso luglio, semplicemente al fine di escludere soggetti non congeniali agli equilibri prestabiliti da un gruppo di potere”. A lanciare il j’accuse è Roberta Mazzotta la quale, pur avendo manifestato una disponibilità in merito al possibile ricorso da presentare al Tar Lecce, al punto da rendere pubblico un comunicato stampa dal titolo “Pace fatta tra Mazzotta e Prete”, ritiene non sussistano più le condizioni per ricucire il rapporto vista l’assenza di risposte rassicuranti circa la gestione dell’ente camerale e soprattutto dell’associazione Confcommercio Lecce da parte del presidente Alfredo Prete.

“Un atto, quello della presentazione del ricorso al Tar Lecce, che avrei voluto non compiere”, ha sottolineato Mazzotta, “dopo che per anni ho condiviso un percorso che ci ha visto insieme protagonisti”. “Dal momento che alcuni valori nei quali ho creduto e continuo a credere: trasparenza, lealtà, condivisione, che hanno ispirato il mio agire e che ho visto vilipesi, con grande rammarico, soprattutto a livello umano, sono stata costretta a tornare sui miei passi”.

“Per alcune persone purtroppo – aggiunge –, le poltrone e i ruoli sono molto più importanti della dignità e dei rapporti. La dignità umana è bene supremo, che va oltre la miseria della corsa smodata verso gli incarichi di Palazzo. Non ho bisogno di poltrone per far conoscere la mia anima imprenditoriale, la mia personalità. La mia storia è scritta soprattutto fuori dai palazzi e non la comprometterò di certo per cadere facile preda di miseri giochi di pseudo-potere. Continuerò a rappresentare gli interessi degli imprenditori di Confcommercio Lecce con lo stesso entusiasmo, ma prendendo le distanze da quella che sino ad oggi è stata la politica interna della mia associazione; dunque opererò nell’interesse della stessa, certa che una visione miope e chiusa, che non vede partecipazione attiva, condivisione di progetti, trasparenza disinteressata, può solo portare alla rovina dei principi fondanti la compagine associativa di Confcommercio”.

“L’era delle baronie non ha più ragione d’esistere, non essendo più accettabile veder ricoprire poltrone per grazia ricevuta”. Adesso resto, anzi restiamo in attesa, e mi riferisco a tutti i colleghi rappresentanti delle Associazioni che mi hanno votato nelle elezioni della giunta camerale oltre che agli imprenditori che mi hanno eletto in rappresentanza di Confcommercio, che si pronunci il giudice amministrativo all’udienza del 10 settembre”.

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