Affitti universitari: Lecce seconda città in Puglia per i più economici

Un'indagine è stata eseguita da Adisu Puglia e dalla piattaforma Cercoalloggio. Nel capoluogo salentino il costo medio di una stanza è di 178 euro

Foto di repertorio

LECCE – L’indagine sugli affitti universitari ha prodotto i primi risultati. Studenti e studentesse tra i 18 e i 25 anni, prendono casa in affitto nelle città in cui studiano quasi sempre in appartamenti da condividere con altri coetanei. Ogni estate sono alla disperata ricerca di un una nuova casa, cercando occasioni principalmente su Internet, anche se non manca chi ancora preferisce consultare i volantini affissi sulle bacheche universitarie. Firmano un contratto d’affitto, ma spesso non conoscono i benefici, vantaggi e diritti del contratto che stipulano. E’ questo il quadro emerso dall’indagine sugli affitti universitari in Puglia, promossa e diffusa tramite i canali online da “Apulia student service Soc.Coop.r.l.” grazie al servizio “Cerco Alloggio Puglia”, in collaborazione con A.Di.S.U. Puglia e grazie al supporto dell’Università di Bari, del Politecnico di Bari, dell’Università del Salento, dell’Università di Foggia, dell’Accademia delle Belle Arti e del Conservatorio di Foggia.

Il questionario ha raccolto i giudizi di circa 700 studenti che hanno valutato le condizioni di abitabilità delle case in cui vivono e raccontato la loro esperienza d’affitto in relazione alla tipologia di contratto di locazione stipulato con il proprietario e ai canali utilizzati per trovare un alloggio. I risultati hanno confermato alcune tendenze tra gli studenti: si preferiscono cercare e prendere in affitto camere singole,,anziché doppie in condivisione) in appartamenti da condividere con altri tre o quattro studenti con l’obiettivo di abbattere i costi della vita da studenti fuorisede. La maggior parte, in media il 45,2 per cento, ha valutato abbastanza soddisfacenti le condizioni della casa in cui vive, mentre il 28 per cento si è dichiarato poco soddisfatto.

Relativamente ai prezzi degli affitti, Lecce e Foggia si confermano come le città universitarie più economiche in cui vivere in Puglia. Per gli studenti del capoluogo salentino il canone dell’affitto - utenze escluse - si attesta  per il 42 per cento nelle fasce tra i 140-179 euro, il 38,2 nella fascia di prezzi che varia dai 180 ai 219 euro, per un canone medio di 178. Circa due euro di media in più rispetto a quello della città di Foggia. Dal confronto emerge che sono gli studenti di Bari a pagare un costo d’affitto più alto, per un canone mensile medio di 218 euro. Ma giungono, invece, le condizioni contrattuali a livellare le differenze tra gli studenti delle tre città pugliesi. L’87 per cento degli studenti dichiara di aver ricevuto dal proprietario una copia del contratto registrata presso l’Agenzia delle entrate. Di questi, quasi il 64 per cento dichiara di non sapere o non ricordare quale tipologia di contratto ha stipulato con il proprietario della casa in affitto, se a canone concordato o a canone libero. Emerge così, secondo quanto riportato dagli autori del dossier, una chiara asimmetria informativa tra i proprietari e gli studenti in relazione alla conoscenza delle tipologie di contratto.

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In un’epoca in cui i servizi sono sempre più digitalizzati, in cui le informazioni viaggiano e si condividono sui social network e su Internet, è interessante vedere come gli studenti in Puglia per cercare casa ricorrano ancora alle tradizionali bacheche universitarie o al passaparola con gli amici. I social network e i siti/portali specializzati nell’affitto restano tuttavia i canali privilegiati per cercare una casa o stanza in città. Come ha dimostrato la piattaforma “Cerco alloggio”. Le abitazioni presenti sul sito rispettano i requisiti di sicurezza e vivibilità previsti dalla normativa nazionale e sono certificati tramite un sopralluogo realizzato dallo staff. Il progetto è stato vincitore del bando “Principi Attivi 2012” finanziato dalla Regione Puglia e realizzato in via sperimentale nella città di Lecce nell’anno 2014. Dal Luglio 2015 il servizio è stato esteso anche nelle città universitarie.

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