Revisore dei conti inadempiente? Il consiglio comunale può revocargli l'incarico

È quanto stabilito dal Tar di Lecce, intervenuto nell'annosa diatriba tra l'amministrazione di Porto Cesareo e un professionista, sollevato dal posto, perché avrebbe rallentato l'analisi dei bilanci. Giudici dalla parte dell'ente

PORTO CESAREO - Se il Revisore dei conti intralcia o ritarda l’azione amministrativa del Comune o entra in conflitto con gli organi comunali esorbitando dai limiti della funzione revisionale è legittima la revoca da parte del Consiglio comunale, che è l’organo che lo ha nominato. È questo quanto stabilito dal Tar di Lecce che, con sentenza pubblicata oggi, ha definito la controversia sorta tra il Comune di Porto Cesareo, guidato dal sindaco Salvatore Albano ed un revisore dei conti.

L'assise aveva revocato l'incarico con la deliberazione di fine aprile del 2013, attraverso un atto contenente una ampia motivazione che aveva passato in rassegna l’attività svolta dal professionista. Il provvedimento era stato, da questi, impugnato innanzi al giudice amministrativo; il revocato aveva denunciato vizi di forma e di procedura e contestato le ragioni della revoca che –a suo dire - era stata la conseguenza dei rigorosi controlli da lui operati e che erano stati poco graditi all’amministrazione Albano.

Oltre al ricorso amministrativo, era partita anche un’indagine penale nei confronti degli amministratori e ciò sulla scorta di quanto denunciato dal Revisore revocato. In questo clima particolarmente infuocato è intervenuta ora la sentenza del Tar di Lecce che ha rigettato il ricorso e dato ragione al Comune.

L’amministrazione, difesa dagli avvocati Pietro Quinto e Francesco Fabrizio Tuccari, ha dimostrato nel corso del giudizio la fondatezza delle motivazioni del provvedimento di revoca, soffermandosi, in particolare, sui ritardi con cui il Revisore aveva fornito i pareri così mettendo a rischio l’approvazione di atti fondamentali della vita amministrativa quali i bilanci; la qual cosa andava molto al di là della attività di controllo e finiva per scontrarsi con gli interessi del Comune.

Per quanto attiene il motivo di conflittualità interna che danneggiava l’interesse pubblico dell’amministrazione, il Tar ha testualmente affermato che “dalla documentazione in atti viene fuori un palese conflittualità dell’organo di revisione economico finanziaria rispetto sia agli organi di governo che agli organi dell’apparato burocratico. Detta conflittualità (che, peraltro, ha avuto ampio risalto mediatico sugli organi di stampa), pur manifestandosi sul piano esclusivamente istituzionale, è andata sempre più amplificandosi fino ad assumere livelli parossistici, tanto da indurre l’organo consiliare a revocare l’incarico del revisore a pochi mesi di distanza dalla sua scadenza naturale”.

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Pienamente soddisfatti di questa sentenza, il sindaco Albano e l'assessore al bilancio Cazzella: "Abbiamo subito un ingiusto blocco dell’attività amministrativa per mesi e un concomitante attacco mediatico sulla stampa. Ma siamo andati avanti con la trasparenza e la tranquillità di chi sa di fare ogni sforzo per operare nella piena legittimità. E ora che questo ci è stato riconosciuto anche dal Tar, con la stessa tranquillità e serenità di sempre continueremo ad andare avanti nel primario interesse del territorio e della collettività".

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