Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Scarlino rimanda l’incontro in Regione: i lavoratori sul piede di guerra

Flai Cgil Lecce: "L'azienda si assuma responsabilità e dia risposte ai lavoratori ed al territorio. È necessaria l'attivazione di un tavolo regionale per le emergenze occupazionali"

LECCE - I dipendenti del salumificio Scarlino di Taurisano si dicono amareggiati e anche arrabbiati per l'ennesimo rinvio dell’incontro in Regione da parte dell’amministratore unico, Attilio Scarlino. La denuncia arriva dalla segreteria provinciale di Flai Cgil: “Nell’ultimo incontro, tenutosi lo scorso 10 febbraio – spiegano i sindacalisti  –, l’amministratore aveva preso diversi impegni, tra cui quello di presentare il piano di rilancio con modalità, tempi, collocazione e formazione dei dipendenti, impegnandosi anche a riprendere corrette relazioni industriali”.

Nessun impegno è stato mantenuto, come lamenta la Flai: “I lavoratori vedono avvicinare la scadenza della cassa integrazione straordinaria (agosto 2016) senza nessuna certezza di ripresa. Se l’amministratore continua a far slittare gli appuntamenti in Regione, le preoccupazioni tra i lavoratori legittimamente aumentano”.

“Ci chiediamo perché l’azienda non proceda con quanto promesso. Questo temporeggiare non fa altro che danneggiare i lavoratori e il territorio – aggiungono -. Ricordiamo che, sin da novembre 2015, Attilio Scarlino aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche, a mezzo stampa, in merito al rientro imminente di tutti i 60 dipendenti al momento in cigs”. A distanza di sei mesi, non solo i dipendenti non hanno ricevuto risposte, ma assistono a un atteggiamento di inspiegabile indifferenza da parte dell’azienda.

“Chiediamo che questa azienda si assuma le proprie responsabilità – si legge ancora nella nota stampa diffusa dal sindacato - e dia risposte serie ai 60 lavoratori e alle altrettante famiglie di questo territorio, il cui futuro appare senza alcuna certezza”. Una volta esauriti gli ammortizzatori sociali, infatti, i lavoratori perderebbero il posto di lavoro e sarebbero collocati in mobilità.  “Ci aspettiamo che la Regione, e per essa l’assessorato competente, attivi il tavolo regionale per le emergenze occupazionali – concludono i segretari -. Alle istituzioni locali chiediamo l’interessamento verso questa vertenza che coinvolge centinaia di cittadini, tra lavoratori e famiglie”.

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