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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Lecce30, flashmob in centro per spingere la raccolta di firme sulla petizione

Appuntamento domenica 3 marzo alle 11 in piazza Sant'Oronzo. La manifestazione organizzata da LeccePedala, che ha raccolte le adesioni di trentasei fra associazioni e realtà sociali del capoluogo

LECCE - Un flashmob nelle vie del centro di Lecce per raccogliere firme a favore della campagna Lecce30, che verte sulla petizione popolare per chiedere che il capoluogo diventi una delle città italiane in cui non si possa viaggiare a velocità superiori ai 30 chilometri orari. La manifestazione, promossa dal movimento di cittadinanza attiva LeccePedala, a quale ha aderito un cartello di trentasei fra associazioni e realtà sociali della città, è fissata per le 11 di domenica 3 marzo. Appuntamento in piazza Sant’Oronzo dove gli attivisti si ritroveranno in bici per fare un breve giro in centro guidati da una cargobike.

Quest’iniziativa è organizzata in occasione del passaggio in città della campagna nazionale itinerante “Città2030: le città e la sfida del cambiamento”, organizzata da Legambiente nell’ambito della Clean Cities Campaign per promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni. La campagna arriva a Lecce dove martedì 5 marzo verranno presentati i dati sulla mobilità nel capoluogo.

Gli attivisti hanno lanciato l’iniziativa, partendo da alcuni dati oggettivi: l’alto tasso di motorizzazione (71 auto ogni cento abitanti) e l’elevato numero di auto di pendolari e turisti che ogni giorno si riversano in città (90mila al giorno secondo i dati del Comune di Lecce).

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“A Lecce la velocità media nelle ore di punta, come è facile constatare, è ben al di sotto dei 30 chilometri all’ora”, spiegano gli attivisti. “Ciononostante, dal 2014 al 2023 nell’intero territorio comunale si sono registrati quaranta morti e 4.158 feriti in 4.198 incidenti stradali e la media di quattro morti e quasi 416 feriti all’anno è sottostimata perché sono inclusi gli anni di lockdown. Tra il 2014 e il 2023 – proseguono – nel territorio comunale sono stati coinvolti negli incidenti 748 pedoni (otto morti e 696 feriti) e 454 ciclisti (tre morti e 411 feriti). È un prezzo troppo alto che la comunità non può permettersi di pagare”.

“C’è da sottolineare – proseguono i sostenitori di LeccePedala –come buona parte degli spostamenti in ambito urbano spesso sia sotto i 2 chilometri e l’indice di prossimità (Deda Next) mostra che Lecce sarebbe già una Città 15 minuti, se fossero garantiti sempre percorsi ciclopedonali sicuri e un trasporto pubblico più efficiente, producendo così il risultato di una reale riduzione delle distanze, anche sociali, con comunità sempre più inclusive e accessibili”.  Insomma: “Lecce potrebbe diventare senza problemi un ambiente urbano in cui il cittadino è in grado di raggiungere, senza dover fare uso dell’auto, la maggior parte dei luoghi di suo interesse (lavoro, scuola, negozi e altri servizi) nel giro di un quarto d’ora, migliorando così la sua qualità della vita”.

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