Domenica, 16 Maggio 2021
Salute

Pensare alla capu nel Capu (di Leuca)

Il Capo di Leuca ha una popolazione essenzialmente anziana e disoccupata e si prevede un futuro con molte persone che avranno bisogno di assistenza e pochi giovani occupati, specializzati e retribuiti nel fornirla. La diffusione delle patologie neurodegenerative è un problema di salute pubblica che, se non può essere risolto, può essere contrastato con le terapie psicosociali e la promozione dell'invecchiamento di successo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il Capo di Leuca ha una popolazione essenzialmente anziana e disoccupata, l’abitante standard ha tra i 40 e i 69 anni, l’età media supera i 45 e tende ai 50, il 38% del reddito deriva da pensioni e per ogni ragazzo under 14 si incontrano due persone con più di 65 anni. Pur non essendoci stime specifiche, stando alle medie italiane circa il 20% di over 65 soffre di disturbi neurocognitivi.

Si prevede, pertanto, un futuro con molte persone che avranno bisogno di assistenza e pochi giovani occupati, specializzati e retribuiti nel fornirla. Le iniziative del Distretto Socio Sanitario, stando alle più recenti disposizioni del 2017, hanno migliorato il servizio di diagnosi e presa in carico della persona con demenza; pecca ancora, tuttavia, la diffusione degli interventi riabilitativi psicosociali (non farmacologici). Con le case farmaceutiche che issano bandiera bianca sopra al ponte della ricerca sulla cura dell’Alzheimer, forse potrebbe essere la volta buona che in tutti si installasse l’idea (ormai conclamata dalla ricerca) che l’obbiettivo nella cura dei disturbi degenerativi non è l’arresto, ma il rallentamento.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dettato un chiaro messaggio definendo le tre dimensioni del benessere: fisico, psicologico e sociale. In assenza di metodi per risolvere definitivamente il declino fisico, le terapie psicosociali (non farmacologiche) hanno un’efficacia provata sul rallentamento dell’avanzare della patologia, ma anche sull’aumento del benessere psicologico e sociale e della qualità di vita della persona affetta da demenza. È bene, di conseguenza, che tutti conoscano terapie come la reminiscenza, la R.O.T., la validation therapy, la terapia della bambola e la stimolazione cognitiva e sensoriale. La patologia neurodegenerativa, collateralmente, coinvolge i familiari e gli assistenti (caregiver) formali e informali ed è a loro che occorre rivolgere particolari attenzioni con prese in carico individuali o di gruppo, percorsi di formazione, informazione e sostegno emotivo. La vecchiaia, però, non è una malattia: è una fase di vita come l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.

Come tale, ci sono dei guadagni e delle perdite e solo in piccola parte la traiettoria di invecchiamento diventa patologica. Il cervello dell’anziano ha tutto ciò che serve per funzionare: si compensano le aree meno efficienti, si sfruttano i ricordi passati e, soprattutto, avviene la neurogenesi. Le attività che riducono i fattori di rischio e promuovono l’invecchiamento di successo sono: l’esercizio fisico, l’allenamento delle funzioni cognitive (memoria, attenzione, funzioni esecutive), l’adozione di uno stile di vita sano (nutrizione, evitamento di comportamenti nocivi come il fumo), l’impegno sociale e culturale (associazionismo) e l’apprendimento di nuove conoscenze, abilità e passioni. Il consiglio da seguire per invecchiare con successo è non smettere mai di essere curiosi, come un bambino, come un centenario in salute.

Il convegno “Conoscere e prevenire le demenze”, che si è svolto sabato 1 settembre a Gagliano del Capo (LE), ha coinvolto ed interessato un vasto pubblico motivato e spinto dalla voglia di voler sapere di più sull’argomento. Con il patrocinio del Comune e i saluti dell’ASL e dell’Ambito Sociale Territoriale, le associazioni Salento Alzheimer e Casa&Putea hanno organizzato la serata con professionisti dell’intera provincia di Lecce (Antonella Vasquez, Ilenia Carangelo, Alessandra Papadia, Francesco Giaquinto e Andrea Baldassarre) partendo dal basso, dall’incontro con i cittadini. L’associazione di volontariato Salento Alzheimer è nota promotrice di incontri divulgativi e corsi per caregiver, come quello svolto a Taviano (LE), e si prepara alla giornata dell’Alzheimer (21 settembre) con un ricco programma nel comune di Presicce (LE). Casa&Putea è un’associazione di promozione sociale, un progetto vincitore del concorso PIN, iniziativa promossa dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI e finanziata con risorse del FSE – PO Puglia 2014/2020 Azione 8.4 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Nasce dall’idea di uno psicologo, Francesco Giaquinto, e due professionisti del settore cinematografico, Andrea Settembrini e Gabriele Licchelli, ed è finalizzata alla promozione del benessere della popolazione generale attraverso attività culturali e psicosociali che nascono dal connubio tra cinema e psicologia. Un’idea premiata per la sua innovazione sociale che presto sarà presentata al pubblico in tutta la sua interezza.

Francesco Giaquinto

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