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Foto di repertorio

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Fra esposti e indignazione: “I vaccini siano prioritari per i malati”

Rita Tarantino, presidente del comitato consultivo misto dell'Asl: "Soggetti fragili abbandonati, le istituzioni non hanno scuse". Il sindaco Salvemini chiede al governo di stabilire un ordine di priorità. Denuncia in Procura di Codici

LECCE - È di ieri la notizia di 12 malati oncologici, risultati positivi al covid-19: perché nessuno ha pensato a vaccinarli? Perché tutte le persone con fragilità sono state sinora ignorate?”.

In queste parole c'è tutta l'indignazione, e la disperazione di Rita Tarantino. La presidente del comitato consultivo misto della Asl di Lecce ha scritto una lettera aperta per richiamare la politica, e le istituzioni, alle loro responsabilità. E di più, promette di far arrivare la sua voce sino al presidente del Consiglio, Mario Draghi.

È arrabbiata Rita Tarantino: “I pazienti del polo Oncologico dell'ospedale Vito Fazzi sono cittadini già violati e distrutti nel corpo e nell'anima dal cancro. Ora dovranno affrontare un altro nemico più subdolo e violento: il covid. Perché nessuno ha pensato a vaccinarli? Perché tutte le persone con fragilità sono state finora ignorate? Perché è stato ignorato il loro diritto alla vita?”.

Tarantino invita la politica a non nascondersi dietro scuse banali, come la mancanza di accordi. E fa un esempio: “Le persone fragili, che sono allettate a causa di patologie gravemente invalidanti, sono state abbandonate a sé stesse. Perché? Esiste una delibera in base alla quale le persone con disabilità devono essere vaccinate dai propri medici di base. Ma durante l'ultimo incontro in Regione, per decidere tempi e modalità, l'accordo è saltato. Vogliamo capire perché è mancata l'intesa, considerato che attualmente i medici di base sono fermi e non possono fare niente”.

“Questi cittadini avevano ed hanno priorità assoluta nella somministrazione dei vaccini. Invece prima hanno pensato agli amministrativi, ora agli avvocati. La spiegazione che mi do è che questi cittadini sono i signori nessuno. Le loro richieste di aiuto sono spesso gridate al vento, le loro urla silenziose e inascoltate, il loro dolore soffocato dalle lacrime. Ma è ora che tutti noi prendiamo coscienza e ci uniamo alle loro urla per farle diventare un tuono che possa scuotere le coscienze addormentate”, ha concluso lei.

La posizione è perfettamente in linea con il pensiero espresso oggi anche dal sindaco di Lecce, Carlo Salvemini: “Da cittadino prima e sindaco poi esprimo una necessità: il governo dia criteri chiari e univoci su ordine di priorità nella somministrazione dei vaccini”.

E ancora: “In un'emergenza sanitaria non si può assegnare a ciascuna regione il compito di definire chi - tra cittadini over 80, lavoratori servizi essenziali, soggetti con patologie gravi - debba avere precedenza in una fase di dosi insufficienti a rifornimenti irregolari. Ne va della credibilità complessiva dell’idea che abbiamo, e dobbiamo preservare, di Stato, servizio sanitario nazionale, interesse collettivo”.

Anche l'associazione Codici si è messa in moto, presentando un esposto in Procura sul focolaio nel reparto di Oncologia. “Un fatto gravissimo, su cui è necessario fare luce -  ha dichiarato il presidente nazionale, Ivano Giacomelli -. Quello che ci interessa approfondire, e su cui abbiamo chiesto l’intervento della Procura, è come è possibile che 12 pazienti sono entrati in ospedale negativi e, una volta ricoverati, hanno contratto il virus. La diffusione così rapida farebbe pensare alla variante inglese del Covid19, ma questo non è il momento delle ipotesi. Servono risposte chiare e certe, sulla gestione della prevenzione del contagio".

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