Sabato, 13 Luglio 2024
Salute

Anisakis negli alimenti, Asl Lecce smentisce l’allarme e fornisce dei consigli

Pochi i casi a livello nazionale legati alle conseguenze sanitarie provocate dal parassita presente soprattutto nel pesce. Un vademecum per i cittadini

LECCE – La Asl di Lecce rassicura i cittadini circa la paura del parassita Anisakis negli alimenti, lanciato da una turista straniera in vacanza nel Salento nei giorni scorsi. Un rischio sanitario legato alle recenti abitudini alimentari di consumo di specialità a base di pesce crudo, ma solo se non correttamente gestito. Nello specifico, l’Azienda sanitaria  del capoluogo salentino invita a eviscerare sempre il pesce il più presto possibile, a congelare il prodotto se si ha intenzione di preparare piatti come quelli a base di sushi e, infine, cuocere il pesce, poiché i normali metodi di cottura (al vapore, al forno, frittura) sono sufficienti per uccidere le larve.

I pesci colpiti più frequentemente da questo parassita intestinale sono: l'aringa (Clupea harengus), lo sgombro (Scomber scombrus), il tracuro (Trachurus trachurus), il melù (Gadus potassou), il pesce sciabola (Lepidopus caudatus), il merluzzo (Merluccius merluccius), le acciughe (Engraulis encrasicolus), la sardina (Sardina pilchardus) e la triglia (Mullus spp).  Le conserve a base di prodotti ittici come i pesci salati (baccalà e le acciughe salate), i pesci essiccati (come lo stoccafisso), i pesci affumicati a caldo (come alcuni salmoni affumicati), e in generale tutte le preparazioni a base di prodotti già cotti o congelati, non costituiscono un pericolo per Anisakis.

“Sotto il profilo epidemiologico, la malattia che può colpire l’essere umano, ingerendo alimenti contaminati dal parassita Anisakis, è molto rara in Italia - si contano poche decine di casi accertati all’anno - ed è legata al consumo di prodotti ittici crudi o blandamente trasformati non abbattuti, contaminati dal parassita”, scrivono in una nota da via Miglietta.

"I servizi veterinari del Siav B (Servizio Igiene della produzione, trasformazione, conservazione, trasporto, commercializzazione, distribuzione, vendita e somministrazione degli alimenti di origine animale e loro derivati) del Dipartimento di Prevenzione sono quotidianamente impegnati a vigilare affinché gli operatori della filiera dei prodotti ittici attuino e seguano tutte le procedure di controllo per evitare di commercializzare prodotti ittici invasi da parassiti", rassicurano infine dalla Asl.

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