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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Omaggio al Teatro Romano di Lecce: emesso un apposito francobollo

Tra le più significative testimonianze dell’antica Lupiae, la stampa è partita oggi per iniziativa del ministero delle Imprese e del Made in Italy

LECCE - Un nuovo tipo di francobollo recante l'immagine del Teatro Romano di Lecce è stato emesso nella giornata di oggi, 16 aprile, da Poste Italiane. L'iniziativa, avviata in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, rientra nel progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano per i teatri italiani. Il francobollo in questione è relativo al valore della tariffa B pari a 1,25 euro, con tiratura di circa 250mila esemplari. 

La stampa è stata eseguita dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalcografia su carta bianca patinata neutra, autoadesiva e non fluorescente. Il bozzetto è stato curato da Tiziana Trinca. La vignetta in alto a destra presenta una maschera, tipica sia dei drammi che delle commedie del teatro antico e raffigura una veduta del teatro leccese. 

Dove trovare il francobollo

Gli annulli nel primo giorno di emissione sono disponibili presso gli sportelli filatelici dell'ufficio postale Lecce Centro in Piazza Libertini. I francobolli e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli uffici postali con sportello filatelico. In provincia, oltre al capoluogo, a Tricase e Maglie. 

Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica, per ogni francobollo, in formato A4 a tre ante, contenente ognuna il francobollo singolo, la quartina di francobolli, la cartolina annullata ed affrancata, la busta primo giorno di emissione e il bollettino illustrativo, al prezzo di venti euro ciascuna.

Il francobollo

La storia del teatro

Tra le più significative testimonianze dell’antica Lupiae – il nome di Lecce in età romana – il teatro era di certo uno dei monumenti più importanti e maestosi insieme al vicino anfiteatro, al quale è accomunato da vicende costruttive solo in parte emerse grazie agli scavi archeologici e alle ricerche nell’ultimo secolo.

Eretto in età augustea e completato forse nel primo o secondo secolo dopo Cristo, la contruzione del teatro era parte di un vasto programma di riorganizzazione urbana della città, che si trasformava sovrapponendosi probabilmente ad un più antico insediamento preromano. La ricca statuaria che doveva decorare il monumento, in piccola e frammentaria parte giunta fino a noi, sembra particolarmente dedicata alla celebrazione di divinità e dinastie imperiali, con sculture raffiguranti anche Augusto e Traiano.

Insieme ai resti dell’ima cavea - la parte più bassa delle gradinate destinate al pubblico - all’orchestra e al basamento del palcoscenico, gli scavi novecenteschi restituirono numerosi frammenti di marmo e di pietra locale, che hanno permesso una parziale ricostruzione dell’aspetto originario del monumento e del ricchissimo apparato scultoreo che decorava la scenografia architettonica. Alcune statue celebravano direttamente gli imperatori reggenti, mentre altre raffiguravano divinità e personaggi della mitologia come Marte, Afrodite o Minerva, a volte riferiti alla dinastia imperiale come nel caso di Marciana, sorella di Traiano, raffigurata con le sembianze di Giunone.

Con la fine dell’età imperiale romana avviene la progressiva dismissione degli edifici pubblici, che diventano cave di recupero di materiali utili a nuove costruzioni. Anche il teatro subì lo stesso destino: prima smontato in pezzi e poi inglobato nell’edificazione tardoantica e medievale, fu dimenticato in un lungo oblio interrotto solo da brevi citazioni da parte di alcuni visitatori, fino alla casuale riscoperta nel 1928. Emersi durante alcuni lavori di ristrutturazione, i resti furono prima ricondotti ad un teatro “greco”, e poi correttamente attribuiti al monumento che conosciamo oggi, grazie a numerose campagne di scavo concluse nel 1940.

Recenti scavi e ricerche hanno definito meglio le ipotesi ricostruttive del monumento che, in attesa di un imminente intervento di adeguamento del percorso di visita, dal 2022 è inserito tra i luoghi della cultura della Direzione regionale musei Puglia del ministero della Cultura.

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