Un Lecce incerottato fa visita alla prima: "Juventus subito aggressiva"

Mister Liverani, alle prese con una lunga lista di assenti, si attende una partenza lanciata della squadra di Sarri. Rientra Donati, convocato anche Barak

I giallorossi in allenamento prima della partenza.

LECCE – Una squadra equilibrata tra i reparti e attenta. Sulla carta sono queste le premesse per la formazione del Lecce che domani sera a Torino incrocerà la capolista Juventus (ore 21.45, arbitra Piccinini di Forli). Tra le due squadre 41 i punti di differenza, ma non è la classifica l'elemento che fa più paura.

Le scelte di mister Liverani, infatti sono quasi del tutto obbligate, così come lo erano per la gara poi persa contro il Milan per 4 a 1. Oltre a Deiola, Majer e Farias mancherà anche Lapadula, infortunatosi alla caviglia nell’ultima uscita. Donati ha scontato il turno di squalifica mentre Barak è rientrato in gruppo. Sull’utilizzabilità del centrocampista ceco, tuttavia, l’allenatore è stato chiaro: “Viene da 20 giorni di inattività” ha detto il tecnico ai microfoni del club, precisando che l’obiettivo è quello di non pregiudicarne il progressivo recupero. Discorso molto simile per Rossettini, convocato ma in condizioni ancora approssimative.

Il quadro generale, sostanzialmente, è rimasto intatto e non è un caso che Liverani abbia sottolineato: “Oggi partiamo per Torino con 14 giocatori di movimento”. L’allenatore non può far altro che accettare le cose così come stanno: “La rosa nostra è questa e purtroppo giocare ogni tre giorni non è un vantaggio. Bisogna avere anche il tempo di metabolizzare gli acciacchi. L’elenco degli indisponibili è pesante: se ne levi 5 o 6 diventa difficile fare anche pensare a cambiamenti. Cercherò di mettere una squadra equilibrata per partita attenta”.

Sul giudizio molto severo espresso dopo la sconfitta con la squadra di Pioli con riferimento alla condizione fisica di alcuni dei suoi che sarebbe stata compromessa da un periodo di lockdown passato troppo “sul divano”, Liverani ha commentato: “Io credo che la squadra mi conosca: sa quanto la stimo, sa quanto devo toccare le corde per portarla oltre le sue possibilità. Per mantenere la categoria dobbiamo fare qualcosa di straordinario, perché l’ordinario non ci basterà mai. Per loro mi butterei nel fuoco: sono i giocatori che ho scelto, non ce n’è uno che non sia stato voluto da me. La fiducia è massima: ho delle aspettative altre da me stesso e anche dai calciatori. Toccare certi tasti non significa perdere la fiducia che avevo dopo le gare col Torino, col Napoli, con la Spal”.

La partita contro la Juve non è certo la migliore occasione per riscattarsi, ma è chiaro che non ci possono essere alibi rispetto all’obbligo di una prestazione dignitosa e generosa che possa almeno costituire un messaggio di speranza: “Noi abbiamo la forza di vivere così dalla prima giornata, con l’abitudine a lottare, a cancellare le cose negative, a pensare alla prossima partita. Ciò che è passato non si può cambiare, si possono cambiare il presente e il futuro.  La squadra deve sempre credere in quello che fa: non siamo lontani dall’obiettivo. Questa squadra ha i margini e le occasioni per tirarsi fuori”.

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In attesa delle valutazioni di domani mattina per quanto riguarda l’undici da schierare, Liverani ha un’idea molto precisa rispetto all’atteggiamento degli avversari: “La Juve vive per vincere sempre e comunque. Ci vorranno chiudere per mettere la partita subito in discesa e poi gestirla. Noi dobbiamo essere compatti, senza concedere palle tra le linee, triangolazioni e giocate uno-due, insomma dobbiamo far sì che giochino in modo sporco”.  

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