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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Colpi d'arma da fuoco in centro: sfuggito a un agguato nel 2019, muore davanti ai passanti. Un uomo in caserma

Un omicidio nel cuore di Casarano, di sabato mattina, col rischio di centrare i presenti. Crivellato di colpi Antonio Amin Afendi, noto pregiudicato 33enne del posto e ritenuto il braccio destro di Augustino Potenza, anche lui ammazzato in un agguato mafioso nel 2016. Un 28enne accompagnato in caserma per essere interrogato

CASARANO – Nel pomeriggio una prima svolta nell’indagine lampo per risalire agli esecutori materiali dell’omicidio di Antonio Amin Afendi. Un 28enne di Casarano, volto già noto alle forze dell’ordine e orbitante attorno al clan ex Montedoro, è stato accompagnato in caserma per essere interrogato. Sarebbe fortemente sospettato assieme a un secondo individuo.  Ma si tratta di informazioni ancora frammentarie, data la delicata circostanza investigativa, nè alcun provvedimento formale sarebbe stato ancora emesso.

Le ombre della criminalità si sono allungate sul sole di un sabato mattina di quasi primavera. Così è tornato l'inverno del terrore sulla comunità di Casarano, che sperava di essersi lasciata alle spalle gli anni bui degli spari e degli agguati di stampo mafioso. Dovrebbero essere tre i colpi di pistola (non una sventagliata di kalashnikov, come si era ipotizzato in un primo momento) esplosi nel centro della cittadina, nella tarda mattinata di oggi, intorno alle 11 e mezzo: freddato il noto pregiudicato Afendi, 33enne del luogo, già sfuggito ai colpi di arma da fuoco nel 2019. Il suo corpo crivellato con un’arma di cui non si conosce il calibro, all'altezza del torace e della gola. Frontalmente, come impone l’alfabeto mafioso.

L’episodio tra via Lupo e piazzetta Petracca, a poche decine di metri dal municipio di Piazza San Domenico, in una zona in cui si è soliti parcheggiare e area commerciale della cittadina, poiché è lì che sono concentrati i negozi e i locali frequentati da giovani, famiglie e studenti. È stata notata un’auto di grossa cilindrata, di colore scuro, giungere in velocità. Qualcuno ha esploso i colpi di arma da fuoco dal finestrino per poi allontanarsi rapidamente: la vettura è ora ricercata dalle forze dell’ordine, che hanno allestito posti di blocco nell’hinterland casaranese. Potrebbe trattarsi di una Audi di colore nero.

Terrore in pieno centro a Casarano

 I rilievi e le indagini sono passate nelle mani dei carabinieri della compagnia casaranese, intervenuti assieme agli agenti di polizia. Sul posto  anche la pm della Procura della Repubblica di Lecce, Giovanna Cannarile e il procuratore facente funzioni Guglielmo Cataldi, per presenziare le operazioni. Numerose le videocamere di sorveglianza mappate dagli inquirenti in zona, per poterne estrapolare i filmati. Nell'immediatezza dei fatti sono state anche eseguite alcune perquisizioni in abitazioni della cittadina, di proprietà di individui tenuti sotto osservazione, alla ricerca di elementi determinanti per la ricostruzione di una prima verità. Dopo una tregua apparente, durata alcuni anni, ora però gli interrogativi sono tanti.

Il nome di Afendi è legato a doppio filo a quello di Augustino Potenza, quest'ultimo ritenuto il luogotenente del boss della Sacra Corona Unita Vito Di Emidio (alias Bullone). Potenza, con un pesante vissuto processuale alle spalle e una latitanza, era in libertà quando, fu assassinato all’interno del parcheggio di un centro commerciale, alla periferia della cittadina del basso Salento, nel mese di ottobre del 2016.

Il video: posti di blocco allestiti ovunque per fermare gli autori

Intanto, la risposta istituzionale non si è fatta attendere: il prefetto di Lecce, Luca Rotondi, ha disposto un immediato innalzamento del livello della sicurezza nell'area di Casarano. Questione di ore e un'ordinanza del questore disporrà l'arrivo di più finanzieri, poliziotti e carabinieri sul territorio. La scelta rappresenta l'esito di una riunione tecnica di coordinamento sulla pubblica sicurezza, convocata appena la notizia dell'agguato ha cominciato a circolare nei corridoi della prefettura. Nella mattinata di domani, domenica 3 marzo, il circolo locale dell'associazione Libera contro le mafie e il Comitato intercomunale per la legalità hanno organizzato un sit-in, nella piazzetta in cui è stato perpetrato l'omicidio, per affrontare assieme alla cittadinanza questa recrudescenza di episodi legati alla criminalità.

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