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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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Afendi vs Caraccio, operazione “Fortezza”: inchiesta chiusa, quaranta indagati

Sono coloro che rischiano di finire a processo dopo il faro acceso dalla Dda di Lecce sui due gruppi che hanno dominato la scena dei traffici di droga a Casarano, in contrapposizione fra loro

CASARANO – Sono quaranta, sui quarantadue iniziali, coloro per i quali la sostituta procuratrice della Dda di Lecce, Giovanna Cannarile, ha notificato la chiusura delle indagini preliminari per l’operazione “Fortezza”, una delle principali inchieste svolte negli ultimi tempi sui traffici di droga nel Salento e concentrata sull’area di Casarano. Sullo sfondo, la morte del 33enne Antonio Amin Afendi, ucciso a colpi di pistola proprio qualche giorno prima che scattasse il blitz, per mano del 28enne Lucio Sarcinella (che, però, bisogna sempre ricordare come non rientri nell’indagine in questione) e ritenuto a capo di uno dei due gruppi dominanti nella cittadina del basso Salento.

Afendi era visto come un astro nascente nel panorama criminale, l’erede delle attività del boss Augustino Potenza, morto a sua volta assassinato nel 2016, e soggetto in aperta contrapposizione con un altro gruppo non meno agguerrito, quello retto da Ivan Caraccio, 32enne, quest’ultimo pronto a riprendere il controllo delle piazze dello spaccio dopo la sua scarcerazione in seguito a precedenti vicende per droga. Portando, quindi, a una situazione incandescente che avrebbe potuto provocare una vera e propria guerra, se non fossero intervenute le indagini avviate dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile casaranese.

Afendi vs Caraccio

A ricevere l’avviso, oltre – ovviamente – Ivan Caraccio, ci sono anche gli uomini a lui ritenuti più vicini, stando, almeno, alle carte dell’indagine: Floriano Chirivì, 43enne di San Donaci (Brindisi), nome ben noto alle cronache passate sugli affari della Scu e fra i principali fornitori di stupefacenti per conto del leader; Marco De Vito, 39enne di Casarano; Angelo Moscara, 48enne di Casarano; Matteo Toma, 36enne di Casarano.  

Sul fronte del gruppo di Afendi, invece, i nomi principali sono quelli dei suoi due “luogotenenti”, che avevano continuato a portare avanti gli affari nel periodo in cui il loro capo era finito ai domiciliari per altre vicende, ovvero Luca Marco Franza, 29enne di Casarano e Luigi Calabrese, 30enne, di Casarano. E con loro, sempre tra i più attivi nel gruppo, Giovanni Corsano, 22enne di Casarano; Salvatore De Gaetani, 40enne di Ugento; Giovanni De Vito, 36enne di Matino, domiciliato a Casarano; Davide Falcone, 34enne di Casarano; Gianni Casto, 32enne di Casarano; Janus Krasnici, 34enne montenegrino, residente a Lecce e tra i fornitori di droga abituali di Afendi e soci.

Gli altri indagati

A seguire, tutta un’altra serie di personaggi che nell’inchiesta rientrano in maniera un po’ più sfumata, per contiguità o rapporti di affari con l’uno o l’altro gruppo, e che non risultavano nella lista degli arrestati nel giorno del blitz, risalente al 7 marzo scorso. Si tratta di: Michele Botrugno, 32enne di Taurisano; Cristian Causo, 38enne di Casarano; Salvatore Emanuel Causo, 35enne di Casarano; Marco Ciminna, 38enne di Monteroni di Lecce; Giovanni Corvaglia, 41enne di Casarano; Antonio De Cataldis, 27enne di Matino; Antonio De Vergilio, 26enne di Casarano; Paolo Esposito, 34enne di Casarano; Andrea Fracasso, 30enne di Casarano; Emanuele Salvatore Franza, 31enne di Casarano; Mirko Gennaro, 29enne di Casarano.

E, ancora: Attilio Gerundio, 74enne di Casarano; Valentina Moscara, 26enne di Casarano; Daniele Panico, 38enne di Casarano; Fabio Panico, 28enne di Casarano; Daniele Pennetta, 44enne di Casarano; Giovanni Pennetta, 35enne di Gemini (frazione di Ugento); Davide Salvatore Piccinni, 37enne di Casarano; Graziano Rizzello, 34enne di Casarano; Mario Rosafio, 68enne di Melissano; Mattia Santantonio, 23enne di Matino; Giuseppe Scarlino, 40enne di Melissano; Salvatore Scupola, 31enne di Casarano; Marino Schiavano, 45enne di Casarano; Iolanda Stoppello, 30enne di Matino (ma domiciliata a Casarano); Davide Tartaglione, 34enne di Casarano; Francesco Tunno, 39enne di Gagliano del Capo.

Com'è nata l'inchiesta

Riepilogando, in breve, le fasi salienti, l’indagine è nata dopo l’aggressione subita nel novembre 2020 da un soggetto ritenuto interno alle dinamiche, il quale sarebbe stato minacciato di morte da Afendi per presunti debiti di natura economica legati agli stupefacenti. Dagli accertamenti, si è configurata strada facendo l’esistenza di due organizzazioni contrapposte, una delle quali – sempre quella di Afendi – con quartier generale in Contrada Botte. Mirati riscontri e arresti in flagranza (ben sedici) eseguiti nel tempo, hanno consentito di scongiurare uno scontro tra le due organizzazioni.

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