Gallipoli

Segregata in una stanza e denutrita, donna salvata da un incubo

Gli agenti del commissariato di Gallipoli hanno arrestato un 37enne ad Alezio. La vittima era piena di ecchimosi e stava ormai rinunciando anche all'idea di ribellarsi. Ma una telefonata ha instradato gli agenti verso la casa

ALEZIO – E’ stata una telefonata di uomo a mettere gli agenti di polizia del commissariato di Gallipoli sulla pista giusta. La telefonata di qualcuno che sapeva o comunque aveva intuito, che ha rotto il silenzio e cha permesso a una donna di uscire da un incubo a occhi aperti, difficile anche da raccontare.

Gallipoli e dintorni: tuffi nel mare e sole in spiaggia, serate musicali fino all’alba, ristoranti pieni, il corso e l’isola pullulante di turisti. Da una parte la vita che impazza, dall’altra lo stridente silenzio di una dolorosa segregazione alla quale un 37enne originario di Gallipoli aveva costretto una donna conosciuta da qualche tempo. Con un appartamento nella vicina Alezio trasformato in una sorta di cella. Ma qualcuno ha voluto segnalare quello che sapeva, l’esistenza di una donna sequestrata e maltrattata. E gli agenti hanno voluto vederci chiaro e andare a fondo.

Maltrattamenti fra le mura domestiche sono, purtroppo, all’ordine del giorno, ma i poliziotti stessi, che di storie difficili ne digeriscono tante, non hanno esitato a definire terrificante quanto hanno visto con i loro occhi, quando hanno fatto irruzione in quella casa, per verificare la soffiata. La donna era richiusa in una stanza, a chiave. Quando hanno spalancato la porta, hanno trovato davanti agli occhi una persona ridotta quasi a pelle e ossa per la denutrizione. E poi ecchimosi, tante: sulle braccia, sulle gambe, sul collo.

I poliziotti l’hanno rassicurata, tutto sarebbe finito a breve. Ai suoi occhi sono apparsi quasi come angeli. Ed è così riuscita a confidare tutto. Ha dichiarato di essere stata ridotta in uno stato di vera e propria prostrazione. Pesanti e sistematiche minacce, ha spiegato, era tali da averla convinta che chiedere aiuto o tentare la fuga sarebbe stato perfettamente inutile. Tanto più che il cellulare l’era stato distrutto tempo prima sotto gli occhi. Sottomessa, anche psicologicamente al suo aguzzino.

L'aspetto singolare, è che la donna, che viene da un'altra località italiana, aveva conosciuto il 37enne su Facebook, dopo la separazione. Inizialmente le cose dovevano essere andate bene. Da giugno era andata e tornata in più occasioni, ma, alla fine, lui ha deciso che lei dovesse rimanere. Con la forza.   

È bastato poco ai poliziotti di Gallipoli per riscontrare la piena responsabilità del 37enne. Sono scattate le manette. E ora è lui ristretto in una cella, vera, nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Le accuse: sequestro di persona, lesioni personali gravi, minacce e maltrattamenti in famiglia e danneggiamento.

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