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Da Barba bordate a Errico e Quintana. “Nomine oltraggiose. Mai con questa giunta”

E ancora bagarre a Palazzo Balsamo dopo il rimpasto dell’esecutivo da parte di Errico e la sfiducia del Pd. I fittiani di Barba attaccano sindaco e nuovi assessori: “Si va verso il baratro”. Replica di Quintana. E Guglielmetti invita ad azzerare la nuova giunta e ripartire

GALLIPOLI – Bufera e polemiche all’ombra di Palazzo Balsamo. E volano bordate anche dall’ex senatore Vincenzo Barba e del gruppo gallipolini di Oltre con Fitto a lui legato contro le manovre dell’Errico bis e anche sulle nomine dei nuovi assessori Sandro Quintana e Mery Cataldi.

Il tutto mentre il primo cittadino dovrà fare i conti con i numeri che mancano alla propria maggioranza, dopo le lacerazioni con Pd e Udc, in vista della prova del Consiglio comunale. In tale direzione anche il consigliere del gruppo misto Salvatore Guglielmetti ha invitato Errico ad azzerare l’esecutivo, a recuperare la strappo con il Pd e riprendere il cammino avviato con i dieci consiglieri che avevano sottoscritto il patto di governo di salute pubblica per rilanciare l’azione amministrativa di fine mandato.

E in attesa di sviluppi concreti sul versante degli oppositori è proprio Vincenzo Barba ad alimentare la polemica politica bocciando in lungo e in largo le decisioni del primo cittadino e aprendo un fronte di dura contrapposizione dialettica con Quintana. “Con l’Errico bis si va indietro tutta, verso il baratro”  il giudizio lapidario di Barba e dei fittiani. “La città di Gallipoli viene oltraggiata dal varo di una giunta che offende l’intelligenza dei cittadini e il decoro delle istituzioni, oltre che la gallipolinità di ciascuno di noi” lamenta l’ex parlamentare. Che tra commenti ironici e sarcastici e altri spunti di valenza più strettamente politici boccia decisamente il proseguimento dell’esperienza dell’amministrazione del sindaco Errico.

“Purtroppo siamo in presenza di un sindaco che pur di conservare la poltrona sarebbe disposto a chiamare nell’esecutivo anche Cetto La Qualunque” affonda Barba, “per risolvere i problemi della città, Francesco Errico tira fuori i nomi di Sandro Quintana, noto per i vari master conseguiti in cambi di casacca e di opinione e di una certa Mery Cataldi, forse di Galatone, o di Uggiano, o ancora di Racale, alla quale si affida l’importante assessorato ai Lavori pubblici. Noi invece siamo quelli che non si rassegnano, apparteniamo a coloro che non vogliono rassegnarsi, che credono che Gallipoli meriti ben altro e abbia diritto a un futuro amministrativo decoroso che può fare a meno di personaggi messi per creare i problemi anziché risolverli”. Da qui la presa di posizione  netta di Barba e dei fittiani che ribadiscano ancora una volta, con fermezza, “che il vero centrodestra, quello dell’onorevole Fitto e del senatore Vincenzo Barba, non sosterrà mai Errico e questa sgangherata maggioranza, da cui sono lontani mille miglia”. Il tutto è indicato dall’ex sindaco e parlamentare anche come monito nei confronti del Pd gallipolino    

“Agli amici del Pd che raccontano ai quattro venti di non voler sostenere la giunta Errico, in quanto l’asse politico si sarebbe spostato troppo a destra visto l’ingresso nella squadra di governo di Sandro Quintana e Mery Cataldi” ‘precisa Barba, “sono a rassicurarli del tutto poiché il centrodestra vero,  è mille miglia lontano da Francesco Errico e dalla sua giunta. Il paventato ingresso di qualche militante del centrodestra nella nuova maggioranza non ha nulla a che fare con il sostegno all’esecutivo da parte dei cosiddetti fittiani, poiché è un sostegno meramente personale scaturente da decisioni strumentali e opportunistiche. Fittiani si nasce, si cresce e si pasce e nessuno può azzardarsi ad infangare il nome del nostro leader che a livello internazionale e nazionale si è messo sempre contro i potenti di turno per far trionfare un principio di democrazia e di libertà. L’Errico bis - conclude Barba - non si poggia né sulla sinistra, né sulla destra e nemmeno sul centro: si poggia semplicemente sull’interesse di un gruppo di persone che confonde la politica con l’arrivismo personale. Perciò il Pd, dica la verità, tutta la verità: va via non perché l’asse si è spostato a destra, ma perché è consapevole della china distorta che sta prendendo il sindaco e non vuole essere responsabile del disastro verso cui sta conducendo la città bella. Ci arriva con un po’ di ritardo, ma meglio tardi che mai”.

La replica di Quintana: “Polemiche strumentali. Io al servizio della città. Barba dimentica il suo fallimento da sindaco”

Nominato in qualità di assessore al Turismo e all’Ambiente su indicazione del sindaco, ma ancora ingessato dalla riapertura veemente della crisi politica per Sandro Quintana è tempo di replicare alle accuse piombate da più parti dopo il rimpasto di giunta. “Trovo assurde tutte le polemiche ad personam  che si stanno alzando in queste ore. L'amore che ho sempre nutrito verso la mia Gallipoli mi ha imposto di valutare ed alla fine accettare le richieste di aiuto da parte del sindaco Errico e non permettere che la città  finisse commissariata proprio in estate, momento economicamente vitale per i miei concittadini” spiega Quintana, “il mio ruolo politico, e questo voglio sia ben chiaro, non è  mai stato inteso come un impegno lavorativo poiché  come si sa, ho già  il mio progetto di vita. Non ho alcun interesse, non ho progetti da spingere, non ho spiagge da chiedere, vivo  del mio lavoro. Il mio impegno è proteso  unicamente a ridare dignità  ad una città troppe volte baratta per richieste che alle volte hanno rasentano la legalità”. 

Dalla premessa alla replica a muso duro anche e soprattutto nei confronti proprio degli attacchi mossi da Barba e dai fittiani. “Il senatore Barba dall'alto del suo piedistallo, si sente nella posizione di poter urlare allo scandalo per la mia nomina in giunta  e questo  mi fa capire che il nostro senatore ha alle volte la memoria corta” contrattacca Quintana, “mi piace aiutarlo a ricordare quand'ègli,  sindaco di Gallipoli, si rese protagonista di nomine fatte di lustrini e paiette,  inserendo nella propria giunta assessori che ben poco potevano rappresentare i cittadini Gallipoli, poiché  sue conoscenze  di Nardò  e di Lecce. Mi trovo con amarezza a constatare quanto il senatore sia ancora bramoso di presentarsi a sindaco di questa città visto che ne lui ne il nipote ricoprono più incarichi istituzionali in rappresentanza di Gallipoli. E forse dimentica” prosegue il neo assessore, “come egli stesso abbia incarnato il personaggio di Cetto la Qualunque sia sui palchi, quando dai paesi limitrofi giungevano per farsi due risate, sia nel goffo tentativo di governare battendo nel contempo tutti i record di permanenza durante il suo mandato da sindaco proprio in virtù di quelle nomine in giunta quando duró appena un solo anno”.

Da Barba ai dissidenti dell’Udc che hanno annunciato di non voler sostenere e fare da stampella all’Errico bis. “Invito i consiglieri  dell'Udc  a giocare a carte scoperte” puntualizza Quintana, “laddove non si sentissero rappresentati  da me vorrei che fossero i vertici nazionali  regionali e provinciali del partito a confrontarsi con me ed a motivare le proprie rimostranze. Ma laddove ciò non dovesse accadere, sarei portato a pensare che anche il loro exploit sia animato più da sterili personalismi e non da interessi comuni  e se così  fosse, sarebbe cosa alquanto grave, poiché Gallipoli ha bisogno di estrema chiarezza. Un generale politico nei momenti di bisogno della città deve saper servire anche da soldato come sto facendo io in questo momento” conclude Quintana, “le polemiche sterili di chi oggi si firma con petto in fuori consigliere nazionale dell'Udc e capogruppo in Consiglio lasciano il tempo che trovano. Bene farebbero sia Caiffa e Padovano a rimboccarsi le maniche per superare le criticità e agire, forse per la prima volta, nell'interesse della collettività gallipolina”.

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