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Iniziativa condivisa dai residenti / Gallipoli

Fasano “punge” sui pass in deroga nel centro storico. Si prospetta battaglia al Tar

Il gruppo di Gallipoli Futura ha presentato una interrogazione chiedendo la disapplicazione per autotutela della norma che prevede la possibilità per il sindaco di rilasciare a suo “insindacabile giudizio” i permessi a persone non residenti

GALLIPOLI - Dopo la querelle a distanza sul nodo dei pass in deroga concessi dal sindaco Minerva a “suo insindacabile giudizio”, ma comunque motivati, che hanno acceso l’ennesima polemica tra l’amministrazione comunale e l’associazione dei residenti con il gruppo di opposizione di Gallipoli Futura, la questione è approdata, in apertura dei lavori, anche nella recente seduta del consiglio comunale di giovedì scorso.

Sempre in tema di viabilità (il consiglio si è espresso anche sul via libera alla convenzione per 18 mesi con i privati per adottare temporaneamente alcune aree della zona Pip a parcheggio stagionale) il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, ha presentato un’interrogazione urgente, di cui sono firmatari anche gli altri consiglieri del gruppo, chiedendo la disapplicazione per autotutela della norma del regolamento comunale per la disciplina e il funzionamento della ztl nella parte in cui prevede a favore del sindaco la possibilità di rilasciare a suo “insindacabile giudizio” i pass per il centro storico a persone non residenti.

Fasano ha fatto presente come, già quattro anni fa, Gallipoli Futura presentò un’interrogazione per “la gravità” del numero di pass in deroga rilasciati.

“Da aprile a luglio del 2019 furono 236 quelli che il sindaco Minerva concesse a suo insindacabile giudizio ai non residenti” ha spiegato il consigliere, “oggi, i pass rilasciati da aprile al 5 giugno sono di ben 208 di tipo B, per i non residenti, con un totale di pass in deroga rilasciati dal sindaco, di 737”, sui 945 totali.

Numeri, tempistica e modalità di rilascio per i quali il primo cittadino aveva già fornito una sua delucidazione che ora dovrà formalizzare nella risposta all’interrogazione e valutando la richiesta giunta dal banco della minoranza.

Il capogruppo di Gallipoli Futura ha fatto paventato anche un eventuale ricorso al Tar, che se presentato, quasi certamente, porterebbe da parte del tribunale alla declaratoria di illegittimità dell’ultima parte del comma 12 del regolamento poiché “sono palesemente violate le garanzie di trasparenza, equità, correttezza e neutralità creando così una palese disparità di trattamento tra richiedenti”.

La seduta del consiglio

Per evitare il giudizio dinnanzi al Tar il gruppo di Gallipoli Futura ha così richiesto che sia il sindaco, in “autotutela”, a disapplicare da subito il citato ultimo comma dell’articolo 12. Il capogruppo di Gallipoli Futura, infine, sempre a nome del gruppo, ha comunicato di abbandonare l’aula per protesta “legata per l’ennesima volta al fatto che le commissioni consiliari vengono convocate solo 24-48 ore prima del consiglio, senza quindi poter consentire all’opposizione di esercitare l’azione amministrativa in senso costruttivo”.

L’intervento dei residenti

L’associazione “Abitanti e amici del centro storico di Gallipoli” ha inteso ringraziare Flavio Fasano ed i consiglieri comunali, Antonella Russo e Daniele Benvenga, per l’interrogazione presentata in consiglio comunale, tendente alla disapplicazione dell’ultimo comma dell’articolo 12 del regolamento che disciplina la ztl nel centro storico.

“Unico gruppo consiliare, quello di Gallipoli Futura, tra tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale” commenta il presidente dell’associazione, Roberto Piro, “che già nel 2019 aveva pesantemente criticato l’abuso nell’applicazione del medesimo articolo 12 e che, ancora oggi, ha ritenuto di condividere la battaglia che la nostra assoczione sta portando avanti da anni”.

“Vogliamo sperare che il sindaco” conclude Piro, “proceda immediatamente, in autotutela, alla disapplicazione di quella parte del regolamento che consente a lui ed all’assessore delegato di concedere pass in deroga, a loro  insindacabile giudizio. Un procedimento, come ricordato dagli interroganti, senza alcuna garanzia di trasparenza, equità, correttezza e neutralità, e che determina una inaudita disparità di trattamento tra i richiedenti”.

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