Notizie da Gallipoli

Minerva frena Fasano. “Offende i giovani capaci. Non potrà fare il sindaco”

Il candidato Pd controbatte alle accuse "Lui vuole amministrare con gli yes man. La svolta siamo solo noi"

GALLIPOLI – Il candidato di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, incalza, analizza e riparte, ma a stretto giro di posta, e nel proseguo del suo tour elettorale tra le vie e le piazze della città, Stefano Minerva non si lascia intimorire. E la replica alle valutazioni impietose e sferzanti dell’avversario,  il candidato del centrosinistra controbatte con fermezza e altrettanto puntiglio. La sfida in vista del ballottaggio è quindi quanto mai accesa. All’incontro e al resoconto di Fasano trova bilanciamento l’intervento di Minerva che inneggia con fermezza: “il vero e unico rinnovamento siamo noi e l’esercito della pace risvolterà questa città”. La coalizione della “risvolta” è pronta al contrattacco. E non ha certo gradito quel reiterato richiamo del candidato delle civiche di Gallipoli Futura alle potenziali “inesperienze” e “incapacità” amministrative affibbiate al giovane candidato dei Dem.            

“La risposta alle bassezze di Fasano è la voce della rivoluzione gentile in atto di un’intera generazione” ammonisce Minerva, “e quanto da lui propinato in conferenza stampa non ci sorprende per la metodologia e i toni che sono sempre quelli non certo autorevoli come lui ha definito, ma di una traboccante autorità di cui Gallipoli e i suoi cittadini non sentono il bisogno.  Continuare a chiamare me con l’appellativo di baby sindaco” ammonisce Minerva, “è la perfetta sintesi del modo di fare politica di Fasano, che si fonda sul denigrare il prossimo, con l’aggravante di insultare tutti i trentenni della città, inclusi i suoi stessi candidati. Lo aveva già affermato e continua a farlo: secondo Fasano a trent’anni non si è capaci, non si è pronti, perché in fondo a lui piace amministrare accanto a degli yes-man. La gente come lui, che dà del baby sindaco ad un giovane, pulito, che a soli 29 anni è stato chiamato a concorrere per la carica di segretario regionale dopo aver preso 61mila preferenze nella Circoscrizione Sud per le elezioni europee” incalza il candidato del Pd, “è la gente che taglia le ali al futuro dei giovani, imprigionandoli dietro l’etichetta di bamboccioni”.

Per Minerva la chiave di lettura e l’analisi personalistica di Fasano anche sulle indicazioni del voto dei gallipolini al primo turno celano tutta un’altra verità. Alla richiesta di esplicitare tale concetto Minerva non dimostra remora alcuna. “Avete ascoltato la verità rivelata di Fasano, ora ascoltata la verità concreta e pulita di Stefano Minerva” chiarisce il giovane candidato del centrosinistra.        “La verità è che Fasano teme questi giovani che avanzano a testa alta e schiena dritta” puntualizza, “giovani che ragionano con la propria testa e non si fanno imbambolare da nessuno, mentre lui, che avrebbe dovuto farsi da parte molto tempo fa, insiste in politica per un mero riscatto personale. Lui pensa solo alla rivalsa, noi stiamo già risvoltando le coscienze e il futuro della città più bella del mondo che non merita personaggi che hanno rinnegato la loro stessa storia politica”. E anche sull’analisi del voto cittadino Minerva legge i dati ovviamente in maniera differente rispetto al suo competitore. “Che il Pd abbia ottenuto solo 800 voti come evidenzia con soddisfazione Fasano” dice Minerva, “è del tutto discutibile. Molti dei candidati della lista Noi Giovani con Minerva, che ha ottenuto ben 1.247 voti, provengono proprio dai giovani democratici ed è chiaro, quindi, che l’elettorato del Pd si sia diviso tra le due liste. Una corretta analisi del voto” evidenzia ancora Minerva rintuzzando Fasano, “avrebbe dovuto considerare anche questo aspetto, ma sappiamo che la conferenza è stata solo una buona occasione per pilotare domande e fare televendita”.

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L’asse si sposta anche sulle valutazioni sulla futura amministrazione e il ruolo della giunta e degli stessi consiglieri eletti, dove Fasano ha stigmatizzato e non poco l’annuncio di Minerva di volere scegliere di comune accordo con gli operatori del settore ad esempio il nuovo assessore al turismo.   “La valutazione del fatto che l’assessore al Turismo ad esempio debba essere in sintonia con il sindaco, come affermato da Fasano” conclude Minerva, “è un anticipo di come lui intende amministrare: come sempre, non gli importa dei cittadini, ma solo della sua sintonia con i collaboratori, perché solo in questo modo potrà raggiungere i suoi scopi personali. Fortunatamente ci sono due grossi ostacoli ai suoi piani. Anzitutto non vincerà le elezioni, e se anche fosse, non potrebbe amministrare la città con una condanna in capo”. Fin qui la replica vibrante all’analisi dell’avversario per poi reiterare l’appello al cambiamento in vista del turno decisivo del ballottaggio del 19 giugno prossimo: “Mentre Fasano vuole frenare l’avanza dei giovani pensanti e capaci” dice ancora Minerva, “il ricambio generazionale è quello cui noi invece auspichiamo da sempre. La nostra città ha bisogno di una ventata di freschezza e novità. Per questo ora più che mai bisogna andare a votare per la risvolta, per frenare il vecchio che si ripresentate travestito da nuovo e  per una Gallipoli più pulita. Il sogno è ora più che mai possibile".

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