S.M. Leuca

Dal Salento vendeva pacchetti per finte recensioni su Tripadvisor

Un 50enne del Capo di Leuca indagato. Le indagini condotte in tutta Italia dalla polizia postale di Trieste. In soli cinque mesi aveva incassato 8mila euro proponendosi ai ristoratori

TRIESTE – Com’è bello fare truffe da Trieste in giù. Lui, l’indagato, è un 50enne della zona del Capo di Leuca. Una delle persone contattate, un ristoratore della città che diede i natali a Italo Svevo e casa a James Joyce. Come loro, ha qualche vena letteraria. Ma prestata alla frode. 

Tutto nasce nell’ottobre scorso, quando il titolare di un locale triestino riceve un messaggio da una casella di posta elettronica. Il mittente è sconosciuto, ma nota che la stessa mail riporta gli indirizzi di altri ristoratori italiani.

Nella missiva elettronica l’uomo si propone, in cambio di denaro, di inserire “pacchetti” di false recensioni su Tripadvisor. Positive, è ovvio. Si sa che molti gestori hanno fame di giudizi che facciano salire le stelle.  L’idea di far perno sulla psicologia, semplice, nella sua genialità, per cercare di scucire denaro.  

I due hanno anche la possibilità di sentirsi. Per telefono, lo sconosciuto salentino gli prospetta le modalità di pagamento per l’inserimento delle false recensioni: ricarica su carta PostePay oppure bonifico bancario. I prezzi, variabili. Più recensioni positive, più alta la tariffa. Dieci a 100 euro, venti a 170 euro, trenta a 240. Il tutto con la garanzia di approfondimenti tecnici e l’uso di superlativi e aggettivi come sviolinata finale. Per esempio: “buonissimo”, “molto bello”, “indimenticabile”, “superbo”.

Ma la vicenda ben presto finisce sul tavolo della polizia postale e delle comunicazioni per il Friuli Venezia Giulia, con il coordinamento del servizio centrale. E nasce l'operazione "Fake Food". Dal monitoraggio della rete e dagli accertamenti bancari, si arriva all’identificazione del 50enne. Un uomo con precedenti per truffa. Un disoccupato che, dopo il fallimento della propria ditta di commercio al dettaglio per articoli di uso domestico, s’improvvisa – fra l’altro - venditore online di “finti orologi Rolex”. Un abile creatore di “fake account”. Le finte recensioni su Tripadvisor, a quanto pare, solo una branca della sua più vasta attività. Tanto che le indagini risultano ancora in corso.

La polizia postale risale anche allo sportello dell’ufficio automatico dove l’uomo preleva le somme di denaro di volta in volta accreditate dai vari ristoratori italiani. I prelievi, a distanza molto breve dall’accredito per evitare il blocco delle carte di credito prepagate in caso di segnalazioni per sospetta frode.

Nel solo periodo preso in considerazione, dall’ottobre del 2015 fino al marzo scorso, l’incasso ammonta a circa 8mila, accertano gli investigatori. La Procura di Trieste emette il decreto di perquisizione. Gli agenti triestini scendono nel Salento, accompagnati dai colleghi leccesi, e vanno a bussare alle porte di casa dell’uomo. Scatta il sequestrato di materiale informatico, due carte di credito prepagate per ricevere i compensi delle false recensioni e numerosi appunti con elenchi dei ristoratori “interessati al servizio”.

Da TriestePrima.it

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