Giustizia, pronti a ripartire. Siglato anche il protocollo per le udienze "familiari"

La consigliera dell’Ordine degli avvocati di Lecce Rita Perchiazzi: “L’emergenza sanitaria provocherà un terremoto nel tessuto sociale. Non dobbiamo farci trovare impreparati”

LECCE - La macchina della Giustizia salentina si prepara a riaccendere i motori: guanti, mascherine e misurazione della temperatura con termolaser a chi accederà nei tribunali penale, civile e per i minorenni, grazie ai volontari della Croce Rossa.

La ripartenza è fissata per martedì, e proprio per affrontare al meglio la fase 2 dell’emergenza, nei giorni scorsi, si sono tenuti incontri tra i capi degli uffici giudiziari e avvocatura, all’esito dei quali il presidente della Corte d’Appello di Lecce Lanfranco Vetrone ha emanato un decreto (consultabile a questo link) con tutte le indicazioni del caso, e sono stati sottoscritti anche una serie di protocolli, l’ultimo dei quali, per la gestione delle udienze in materia di famiglia.

A sottoscrivere l’atto, ieri mattina, sono stati la presidente del tribunale di Lecce Annarita Pasca, la presidente della II sezione civile Cinzia Mondatore, il procuratore Leonardo Leone De Castris e il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Antonio De Mauro.

La particolare delicatezza della materia ha reso necessaria l’adozione di una specifica disciplina. In particolare, sarà privilegiata la comparizione delle parti in udienza, con la possibilità di utilizzare la modalità da remoto o con trattazione scritta solo per procedimenti in cui non venga in gioco l’esigenza di tutelare soggetti vulnerabili. Nei casi di udienza da remoto dovrà inoltre essere assicurata l’assenza di condizionamenti esterni e la genuinità delle dichiarazioni rese dalle parti.

Riguardo all’ascolto dei minori, sarà disposto solo in casi necessari, proprio per evitare di avvocato Rita Perchiazzi-2esporre i ragazzi a rischi di contagio in tribunale e nelle ipotesi eccezionali in cui un minore debba essere sentito in videoconferenza, sarà individuato l'ambiente più adatto con l'ausilio dei servizi sociali.

“I capi degli uffici giudiziari hanno dato ampio riconoscimento alle istanze pervenute dall’avvocatura, all’esito di una consultazione dell’Osservatorio famiglia, e del Comitato pari opportunità presso l’Ordine degli avvocati, presieduto dalla collega Valeria Pellegrino”, ha commentato la consigliera del Foro Rita Perchiazzi (nella foto), coordinatrice dell’Osservatorio e presidente di Camera minorile di Lecce.

“I tribunali ordinari e i tribunali per i minorenni stanno riprendendo la loro attività con molta cautela, dovuta alla necessità di rispettare le norme anticontagio e di prevenire la diffusione del virus. Tuttavia, la macchina della giustizia non può fermarsi, poiché essa rappresenta un presidio essenziale per garantire la legalità e per la tutela dei diritti, con particolare riferimento ai diritti delle persone vulnerabili”, ha spiegato la consigliera secondo la quale gli effetti futuri della situazione attuale saranno molto gravi.

Secondo il legale, ci saranno pesanti ricadute soprattutto sui soggetti più fragili, come i bambini, gli anziani e le donne vittima di violenza: “La forzata permanenza in casa ha esasperato molte situazioni di disagio e maltrattamento, che stanno oggi venendo a galla in maniera allarmante. Sono molte le segnalazioni di violenza intrafamiliare o di maltrattamento, che giungono all’attenzione della Procura della Repubblica per i minorenni o che sfociano in procedimenti per ordine di protezione contro gli abusi familiari. E con molta probabilità, nei prossimi mesi, i tribunali ordinari saranno investiti da procedimenti di separazione di coppie coniugate o non coniugate, che nel periodo di lockdown, sono state investite dal conflitto. È evidente che l’emergenza sanitaria ha determinato e determinerà un terremoto nel nostro tessuto sociale già piuttosto frammentato, terremoto che molto probabilmente si riverserà nelle aule di giustizia”.

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Per l’avvocato Perchiazzi, occorre giocare d’anticipo, dunque prepararsi, per essere in grado di fornire una risposta efficace e rapida a queste situazioni, proprio come stanno facendo, a suo avviso, la magistratura e l’avvocatura specializzata nella materia minorile e di famiglia.

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