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Il messaggio di vicinanza

Tentata aggressione a don Coluccia, la solidarietà dell’arcivescovo di Lecce al sacerdote

Tra i tanti messaggi di vicinanza al prete antimafia, che ogni giorno opera contro la criminalità e lo spaccio, dopo l’attentato di ieri, anche quello di monsignor Seccia che rivolge un ringraziamento alla scorta

LECCE – Sono ore ancora di apprensione quelli che seguono la notizia della tentata aggressione nei confronti di don Antonio Coluccia, avvenuta ieri a Roma e fortunatamente sventata grazie agli agenti della scorta (uno dei quali rimasto ferito per frapporsi tra l'uomo in scooter e il prete) del sacerdote salentino, da venticinque anni impegnato nella lotta alla criminalità organizzata e allo spaccio.

Tra i tanti messaggi di solidarietà al prete, che si stanno susseguendo in queste ore, arriva quello dell’arcivescovo di Lecce che incoraggia  il sacerdote nella sua missione: “Ho incontrato don Antonio Coluccia qualche giorno fa a Lecce durante una concelebrazione nella basilica di Santa Croce - ha dichiarato l'arcivescovo Michele Seccia -, e pochi minuti prima della messa ho avuto modo di incoraggiarlo per il grande servizio che egli svolge nella capitale contro la criminalità e lo spaccio di droga”.

“In poche battute - prosegue Seccia - mi ha ribadito, come aveva fatto più volte in passato nei nostri incontri leccesi, non ultimo lo scorso gennaio in occasione della festa dei giornalisti salentini, delle gravi situazioni che ogni giorno è costretto ad affrontare di persona, faccia a faccia con gli spacciatori di morte e di quanto sia difficile fare il prete e testimoniare il vangelo laddove la cultura della legalità è meno di un optional”.

Seccia ribadisce di “essergli vicino” in “questo delicato e difficile momento della propria vita, peraltro non il primo, assicurando la preghiera personale e quella della comunità della sua terra d'origine, oltre alla solidarietà sacerdotale del presbiterio della chiesa di Lecce: “La mia gratitudine - ha aggiunto infine - arrivi anche agli agenti della sua scorta, in particolare a quelli feriti nell'attentato di ieri, che ogni giorno rischiano la vita per proteggere un vero testimone della fede dei nostri giorni. Il Signore li benedica insieme con le loro famiglie”.

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