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Nel Salento 242 nuovi positivi. Vaccini: al via iter per i nati nel '42 e '43

Il bollettino regionale riferisce di 1.525 casi confermati in Puglia. Nei dieci distretti sanitari della provincia sono circa 12mila i cittadini interessati dalla prima "chiamata" per gli under 80

LECCE – Sono 1.525 gli esiti positivi su 12.234 tamponi molecolari fatti in Puglia e 242 quelli riferiti a residenti in provincia di Lecce. L’incidenza calcolata su sette giorni per centomila abitanti è di 303 nuovi casi nella regione e 202 nel Salento (rispetto ai rispettivi valori di ieri un lieve decremento e un incremento minimo). La media nazionale ieri era di 242.

I decessi registrati sono stati 35, di cui cinque in provincia di Lecce. Ulteriore incremento dei pazienti ricoverati: oggi ne risultano 2.127, cioè 27 in più di quelli riportati nel precedente bollettino. L’incremento dei guariti è stato di 1.210 unità.

Leggi il bollettino del 30 marzo

Intanto, seppur con un giorno di ritardo, è stata attivata anche per la provincia di Lecce la procedura di conferma dell’appuntamento per la vaccinazione, che viene fissato in automatico: da oggi e fino al 10 aprile le tre opzioni di conferma – piattaforma telematica, numero verde, farmacia – sono a disposizione dei cittadini nati nel 1942 e 1943.

Potenzialmente sono interessati da questa prima tornata circa 12mila salentini, distribuiti su dieci distretti. Quello di Lecce avrà tre punti di somministrazione: uno per i centri dell’hinterland, gli altri due per i residenti nel capoluogo, con suddivisione per lettera.

Da domani al 12 aprile toccherà ai nati nel biennio successivo (circa 10mila persone) e così via fino al 1951, anche se un paventato nuovo taglio delle forniture attese per aprile dall’Italia potrebbe portare a una rimodulazione dei piani vaccinali.

Ma dalla Regione Puglia giunge in queste ore la rassicurazione che l’avvio generalizzato per il 12 aprile della vaccinazione, prevista per le classi di età dai 79 anni in giù, sarà comunque garantita dalle prossime consegne di lotti di vaccini AstraZeneca e Pfizer.

Il dato aggiornato dall’autorità sanitaria riporta che in provincia di Lecce sono 26.069 gli ultraottantenni a cui è stato somministrato il vaccino e 17.325 di loro hanno già completato la vaccinazione.

Nel punto vaccinale del Dea del Vito Fazzi prosegue intanto la vaccinazione dei pazienti oncologici. Così come prosegue anche la vaccinazione dei pazienti dializzati dell'area nord della provincia presso il reparto di Nefrologia sempre dell’ospedale “Fazzi”. Tra giovedì e venerdì, sempre nel punto vaccinale del Dea, saranno vaccinati i pazienti trapiantati e caregiver, i familiari o accompagnatori che si prendono cura di loro.

“Oggi abbiamo incontrato le organizzazioni rappresentative dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali interni e degli odontoiatri" dice il direttore del dipartimento regionale politiche per la Salute, Vito Montanaro, "obiettivo dell’incontro, dare attuazione anche in Puglia ai protocolli sottoscritti dal Ministero con le stesse organizzazioni a livello nazionale il 16 marzo 2021, per coinvolgere queste figure professionali nel piano nazionale vaccini".

Tutte le organizzazioni hanno dato la loro disponibilità ad affiancare la Regione nell’attuazione del piano vaccinale offrendo la possibilità di effettuare i vaccini negli studi convenzionati, ovvero gli specialisti presso i poliambulatori e i dentisti prevalentemente presso gli hub provinciali. È ovvio che in casi particolari la disponibilità è quella di effettuare i vaccini anche nei loro studi professionali.

Anticorpi monoclonali, trattamenti al Dea e a Galatina

Anche la Asl di Lecce ha in dote un’arma in più per contrastare la longa mano della pandemia. Da domenica sorsa infatti sono partiti i trattamenti con gli anticorpi monoclonali nei pazienti alle prese con l’infezione da Covid-19. Una terapia considerata promettente quella con gli anticorpi monoclonali da contemplare non come un’alternativa ai vaccini, ma piuttosto come un’arma complementare. Non hanno mostrato importanti effetti collaterali e quindi potenzialmente utilizzabili in tutti i soggetti.

Gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati in pazienti con pochi sintomi, ma con fattori di rischio che fanno prevedere un peggioramento. Il trattamento è già stato avviato su alcuni pazienti affetti da Covid-19 nei reparti di malattie infettive di Galatina e Pneumologia Covid del Dea del Vito Fazzi.

L'Aifa ha stabilito le caratteristiche necessarie per essere trattati con questi anticorpi: i pazienti devono avere un'età superiore a 12 anni, devono essere covid positivi, non ospedalizzati e non sottoposti a ossigenoterapia. Devono avere sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre dieci giorni) e la presenza di almeno uno dei comuni fattori di rischio

Sono i medici di medicina generale, i pediatri e le unità speciali di continuità assistenziale (Usca), a individuare i pazienti da trattare, mentre la prescrizione e la somministrazione avviene in ambiente ospedaliero, nei reparti indicati. I centri individuati dalla Regione Puglia nella Asl di Lecce per la somministrazione sono i reparti di Pneumologia del Dea, la Terapia intensiva, malattie infettive e medicina del Vito Fazzi,e malattie infettive e nedicina di Galatina. 


 

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