Casi accertati di infezione: sono 56 nel Salento, 407 in tutta la Regione

I test fatti in Puglia sono stati 460: sono risultati positivi 74. Negli ultimi due giorni la curva dei contagi è cresciuta in maniera costante, del 23 percento. Non sono stati registrati decessi

L'ospedale di Copertino, uno dei centri Covid.

LECCE - I casi accertati di Covid 19 in provincia di Lecce sono, secondo i dati in possesso del dipartimento di promozione della salute della Regione Puglia, 56 in totale: ai 49 risultanti ieri sera, se ne sono aggiunti oggi altri sette. Il primo contagio nel Salento è stato segnalato il 4 di marzo, una settimana dopo i casi erano diventati 12.

In ambito regionale sono stati 87 i test risultati positivi su 580 effettuati. In valore assoluto, l'incremento più marcato è quello della provincia di Bari, con 35 casi; segue il Foggiano con 18, la Bat con 14, quindi la provincia di Brindisi con 11, quella di Taranto con 2 e, infine, il Salento con 7. Per la prima volta anche il laboratorio di microbiologia e virologia dell'Istituto Zooprofilattico di Foggia ha processato i campioni, esattamente 120 test riferiti alle province di Brindisi e Taranto. Nella città ionica è stato purtroppo registrato un decesso: quello di un 95enne, affetto da patologie pregresse.

Che i numeri continuino a crescere nei prossimi giorni non ci sono dubbi, la sfida è quella di "addolcire" la curva che porta al picco in modo da distribuire i casi su un periodo di tempo più lungo e consentire al sistema sanitario pugliese di reggere l'urto. "La situazione resta sotto controllo - ha scritto su un post il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini - tuttavia non possiamo consentirci leggerezze, superficialità, sottovalutazioni, negligenze. Possiamo e dobbiamo essere più prudenti, tutti. Per fare sì che la crescita che è prevista sia tale da non avere picchi e raggiungere l'obiettivo della riduzione dei danni alla nostra comunità".

Il primo cittadino leccese ha fatto riferimento ai dati diramati dalla protezione civile parlando di un aumento del 50 percento rispetto a ieri. In realtà si dovrebbe trattare di un disallineamento rispetto alle statistiche regionali: nella giornata di ieri, 16 marzo, nel computo nazionale comunicato da Angelo Borrelli, capo della protezione civile, mancavano i numeri della Puglia e quelli delle province autonome del Trentino Alto Adige. Quell'incremento, dunque, deve essere spalmato su due giorni.

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