Comune acquisisce necropoli di Serra Cicora: al via nuovi scavi archeologici

Formalizzato l’acquisto della porzione del pianoro del litorale neretino entro cui ricade il sito archeologico che conserva importanti tracce risalenti al Neolitico

Il pianoro di Serra Cicora dove si trova la necropoli

NARDO’ - Nuovo impulso per la ricerca e gli scavi archeologici nell’area di interesse storico del litorale di Nardò dove fin dal 1995 è stata segnalata la presenza di importanti testimonianze dell’era del Neolitico. Nei giorni scorsi il cosiddetto “pianoro di Serra Cicora” è diventato infatti di proprietà del Comune di Nardò a seguito dell’atto sottoscritto dinnanzi al notaio Stefania Monosi. L’ente di palazzo Personé ha quindi acquisito la porzione del promontorio nel quale ricade il sito archeologico che conserva importanti tracce risalenti al Neolitico.

L’acquisto dell’area è avvenuto grazie al finanziamento di 120 mila euro della Regione Puglia, nell’ambito dei contributi straordinari destinati ai Comuni pugliesi per l’acquisizione di beni culturali e di beni di notevole interesse culturale e sociale, allo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e il turismo. Il pianoro di Serra Cicora è stato dichiarato bene di interesse culturale dalla direzione regionale del Mibact che lo ha sottoposto a vincolo nel 2013, e la relativa stima è stata redatta dall’Agenzia del Territorio.

Il consiglio comunale, già lo scorso 10 giugno, aveva deliberato l’acquisizione al patrimonio comunale del pianoro in questione ed ora si è passati alla formalizzazione dell’atto che permetterà di avviare una nuova e approfondita campagna di scavi e di valorizzazione del sito archeologico. La stipula è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza dell’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, del dirigente dell’area tecnica, Nicola d’Alessandro, e dei privati proprietari dell’area.

“Possiamo dire che questo è un traguardo straordinario per la città di Nardò, per la comunità neretina e per il Distretto della Preistoria, la cui dotazione oggi è certamente più ricca” spiega l’assessore all’Ambiente, ai parchi e ai musei, Mino Natalizio, “sono anni che aspettiamo questo giorno, da quando cioè abbiamo avuto la certezza dell’importanza delle testimonianze archeologiche. Abbiamo sfruttato l’opportunità di questi contributi straordinari della Regione per l’acquisizione al patrimonio pubblico di beni di interesse culturale, ottenendo risorse che sarebbe stato complicato reperire altrimenti. Compatibilmente con le esigenze di tutela, faremo uno sforzo in termini di valorizzazione e il territorio non potrà che essere ancora più attraente dal punto di vista culturale e turistico”.  

La scoperta del sito nel 1995

Il sito, che domina un tratto di costa a poca distanza dalla baia di Uluzzo, in località Serra Cicora, rappresenta una parte essenziale del Distretto della Preistoria di Nardò che trova spazio anche nel percorso di visita del Museo della Preistoria di Nardò. Questa importante testimonianza del Neolitico è stata individuata grazie a una segnalazione fatta nel 1995 dal Gruppo Speleologico Neretino.

Il sito è stato poi al centro di una campagna di scavi sotto la direzione della professoressa Elettra Ingravallo dell’Università del Salento tra il 1998 e il 2005. Un sito con caratteri cultuali e funerari riferibili a un periodo compreso tra VI e V millennio a.C. che evidenzia l’esistenza di pratiche cultuali complesse.

Ad un antico rito di fondazione è stata attribuita la deposizione di una donna su cui poi fu intrapresa l’opera di edificazione di un muro difensivo. Una seconda fase di occupazione del pianoro è sicuramente attestata per il periodo compreso tra il 4.600 e 4.300 a.C.

A quel lasso di tempo risalgono le testimonianze più numerose e significative rinvenute nel corso delle indagini archeologiche. Vi sono significative evidenze di un utilizzo dell’area a scopo cultuale-funerario da parte di una o più comunità insediate nelle vicinanze.

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La funzione di necropoli attribuita al sito è comunque ben dimostrata dalle numerose sepolture individuate, trentadue individui inumati in strutture di grande impatto visivo quali circoli funerari e tombe megalitiche. Il pianoro di Serra Cicora è uno degli esempi meglio documentati di necropoli in Italia meridionale, grazie al buono stato di conservazione delle strutture, all’organizzazione dei luoghi destinati ai defunti, alla complessità dei rituali attestati, alla quantità di dati recuperati

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