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Ex Galateo, non solo welfare: faro puntato anche sul bando di progettazione

Oltre al nodo delle occupazioni abusive e all’interessamento dell’assessore Miglietta per la vicenda dei senzatetto, nuove richieste di chiarimento da Lega e da Idee e Rinnovamento sul progetto di valorizzazione del complesso storico. Intanto si pianifica lo sgombero

LECCE - Da un lato la questione di sicurezza e ordine pubblico sollevata nella commissione Criminalità dal consigliere regionale Paolo Pagliaro, al cospetto del prefetto, e dall’altro anche il tatto amministrativo del Comune nell’affrontare i casi noti delle occupazioni abusive dell’immobile da parte di famiglie e senzatetto su cui l’assessore Silvia Miglietta ha fornito ampie delucidazioni. Ma non solo.

La questione legata al complesso storico dell’ex Galateo è già approdata sia in Parlamento (con una interrogazione del deputato della Lega, Roberto Marti) che in Regione Puglia, con due interrogazioni, nelle quali, in maniera importante e dettagliata, sono state contestate anche le modalità di espletamento e assegnazione del bando di gara della progettazione. Valutazioni sulle quali anche la senatrice e consigliere comunale di opposizione, Adriana Poli Bortone, ha dispensato interpellanze in consiglio e un esposto alla Soprintendenza anche in merito alle prescrizioni e all’iter autorizzativo per gli interventi di recupero.

Sino a pochi giorni addietro nessuna risposta era ancora giunta all’esposto in questione, ma contestualmente il progetto in questione è già annoverato fra i tre approvati dal Governo per la città di Lecce, che potrà contare di un finanziamento di 15 milioni di euro a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per la rigenerazione dell’immobile.

Quest’ultimo, infatti, è destinato a essere recuperato e convertito nel primo condominio solidale del Sud Italia, nel rispetto della storia e delle funzioni, e ospiterà numerosi appartamenti destinati giovani coppie, anziani, studenti, famiglie monogenitoriali con spazi per la socialità, spazi commerciali e con il recupero dei 30mila metri quadrati di parco restanti. Una parte dell'area a verde, invece, nel giugno scorso, è già stata già restituita al quartiere e alla fruizione della città.

E mentre alle porte si prefigurano nuovi tavoli tecnici e d’intervento concertato tra prefettura, Comune e forze dell’ordine, destinati al futuro sgombero dell’immobile, il dibattito e gli interrogativi sulla gestione della concessione dei lavori per la riqualificazione funzionale dello stabile e del parco e sulla coesione sociale tengono ancora banco, mentre l’amministrazione comunale prosegue nel suo programma di rilancio del complesso.    

Le perplessità di “Idee e Rinnovamento”

“Al di là di certe posizioni di dubbia coerenza, politica ed intellettuale, da parte dell’assessore Silvia Miglietta, sulla questione del recupero dell’ex-Galateo, riscontrabili attraverso alcuni suoi interventi pubblici” evidenzia il presidente di Idee e Rinnovamento, Giancarlo Capoccia, “c’è di fatto che la gestione della concessione dei lavori in merito, per la riqualificazione funzionale dello stabile e del parco, in maniera tale che non si deturpassero la natura e gli aspetti più storici degli stessi, è stata portata avanti secondo criteri discutibili come è stato messo in luce in questi giorni in Parlamento”.

“Si sono evidenziate infatti delle possibili sviste, a danno della riqualificazione dello stabile, nell’assegnazione della gara” incalza Capoccia “si sono consentiti così dei lavori, di cui al momento non se ne ha contezza, non in linea con i principi che ne tutelano l’eminente valore storico e culturale per la nostra città. Sviste che se debitamente considerate metterebbero fuori gioco lo studio di architetti vincitore del bando da 80mila euro a favore, pare, del terzo lavoro qualificato, attribuibile ad altri studi di progettazione”.

“Di certo, per noi di Idee e Rinnovamento, sono del tutto irrilevanti gli aspetti più tipici della gara” precisa oltremodo Capoccia, “a noi invece interessa che l’ex Galateo, proprio per quel principio irrinunciabile di coesione sociale, che fino a qualche tempo fa a Lecce non era fatta anche di veri poveri ed indigenti, non salti col sicuro disappunto di tutti, cittadini e non. La questione ex Galateo è uno degli assi di primaria rilevanza sociale nel capoluogo salentino, e l’amministrazione non può e non deve abbassare, proprio in quest’ambito ed in questo frangente storico, la sua guardia, che deve essere massima, soprattutto oggi in questo regime d’emergenza. Da parte nostra, dunque, si favoriranno tutte quelle azioni a sostegno per la risoluzione e la rapida restituzione dell’ex Galateo alla città e alle sue fasce più bisognose di maggiori conforti, soprattutto da parte della politica”.

Marti interroga i ministri

Sull’intervento relativo alla valorizzazione del complesso immobiliare dell’ex Galateo, nei giorni scorsi il deputato salentino della Lega, Roberto Marti, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai ministri alla Cultura, Dario Franceschini e dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“È necessario evitare che un immobile di pregio sia depauperato della sua valenza storico-artistica con interventi impropri e contrastanti con le prescrizioni contenute” evidenzia Marti, “l’abbattimento ad esempio della scalinata a vantaggio di un ingresso ai vani sottostanti l’edificio, che non si comprende quale destinazione avranno, non può essere avallato dalle istituzioni”.

“Inoltre si chiede un controllo sulla correttezza formale e sostanziale della valutazione dei novantasei progetti complessivamente partecipanti al concorso, con particolare attenzione ai due casi di riconoscibilità segnalati”. (Leggi interrogazione Marti)

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