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15 anni da incubo / Zona industriale / Viale Germania

Servizi assenti e disagi: l’azienda intrappolata nelle maglie della burocrazia

È il caso della Lezzi srl che sorge nella zona industriale e che da quindici anni combatte per l’assenza di una strada di accesso al proprio sito produttivo e la realizzazione di reti di acquedotto, fognatura e pubblica illuminazione

LECCE - La burocrazia come principale avversario del proprio sviluppo: il destino della Lezzi S.r.l., azienda leccese che opera nel settore delle costruzioni di infrastrutture generali (strade, acquedotti, ponti, viadotti) e che ha sede nella zona industriale del capoluogo salentino, fa i conti da tempo con la difficoltà a trovare soluzioni in tempi brevi a criticità evidenti e penalizzanti per la propria attività.

Quindici anni di segnalazioni e di richieste non sono bastate a venire a capo di questioni, che, in un Paese che guarda con ottimismo al Pnrr, appaiono come lampanti contraddizioni di un progresso a intermittenza. L’azienda si colloca all’interno di circa 14 ettari dell’agglomerato industriale di Surbo-Lecce, e rappresenta un importante polo attrattivo per la realtà imprenditoriale salentina e per lo stesso consorzio A.S.I., vantando all’interno del proprio sito produttivo impianti innovativi per la produzione di conglomerati bituminosi (asfalti), materiali inerti vergini di pregio, recupero di rifiuti inerti e da demolizione, con una notevolissima frequenza di transito di veicoli pesanti propri e di altre società clienti.

Nonostante la sua estensione, l’impresa lotta da quindici anni con un problema paradossale, ovvero l’assenza di una strada di accesso al proprio sito produttivo, nonostante la collocazione in una zona industriale e il flusso di numeri mezzi pesanti. Non solo, perché i disagi non riguardano solo questo aspetto: risultano assenti anche le reti di acquedotto, di fognatura e addirittura la pubblica illuminazione, nonostante l’azienda abbia versato gli importi dovuti per le opere di urbanizzazione primarie e secondarie richiesti a seguito della definizione bonaria del contenzioso relativo al contributo per la gestione e per la manutenzione delle infrastrutture, delle opere e degli impianti e servizi di interesse comune nell’agglomerato in cui è ubicata la sede della Lezzi S.r.l., in esecuzione della delibera 63 del 2019, in cui veniva accertata dai tecnici del Servizio tecnico del Consorzio Asi, come da sopralluoghi effettuati, “l’effettiva assenza delle infrastrutture primarie e secondarie”.

Nel tempo, l’azienda ha cercato più volte di ottenere senza fortuna quanto definito nel dispositivo di delibera, anche attraverso numerosi incontri, ad oggi senza alcun esito positivo e a dispetto delle promesse fatte e mai mantenute.

“Il mio obiettivo – spiega Luigi Giovanni Lezzi, fondatore della società - è che vengano rese pubbliche e denunciate queste situazioni imbarazzanti che purtroppo ancora nel 2023 sono presenti e che sono un freno allo sviluppo delle attività imprenditoriali. Ovviamente ci stiamo muovendo con il nostro ufficio legale per tutelarci nelle sedi competenti. Lo spirito imprenditoriale – prosegue - che vive in ciascuno di noi non deve mai morire per la non curanza, l’ignoranza o la disaffezione di pochi. Una piccola realtà che vuole crescere, anzi, dovrebbe essere accompagnata dalle autorità competenti e aiutata alla crescita per il territorio”.

C’è qualche ulteriore aggiornamento. La vicenda della Lezzi era emersa già nelle scorse settimane con l’Asi che, attraverso la propria presidenza, aveva chiarito la situazione dell’impresa fosse emersa con forza solo da novembre 2022. Lezzi, invece, rispedisce al mittente quella replica, evidenziando che, in data 22 febbraio 2021, dunque due anni e mezzo fa, lo studio legale dell'azienda comunicava via pec, a seguito di numerosi incontri avvenuti presso la sede dell'Asi, un formale “sollecito per la realizzazione dei lavori della strada di viale Germania oltre a riservarsi per futura richiesta di risarcimento danni”.

Dunque già nel programma triennale scorso ed attualmente in corso (2021/2023) doveva essere compresa la realizzazione di tali interventi (strada e servizi): “Oggi – chiarisce - promettono per il prossimo programma triennale (2024/2026) ma solo dopo gli opportuni studi di fattibilità e quantificazione delle opere da realizzarsi”.

C'è di più. Matteo Lezzi, ingegnere civile delle infrastrutture abilitato ed iscritto all'ordine della provincia di Lecce, a titolo completamente gratuito, sotto incarico della società, ha prodotto e consegnato il 12 maggio 2021 copia cartacea e digitale di un progetto di fattibilità tecnico-economica per una soluzione adeguata di realizzazione della nuova infrastruttura viaria di Viale Germania. Nel progetto risultavano presenti rilievi gps e tracciati plano-altimetrici della sede stradale, calcolo dei volumi di scavo e di riporto, sagomatura delle scarpate, computo metrico estimativo delle lavorazioni ed estratto planimetrico di inquadramento delle aree. Questo al fine di accelerare il da farsi.

Da quella data, spiegano dall’azienda, che si sia andati più e più volte presso l'Asi al fine di chiedere aggiornamenti, e che la risposta sia stata sempre la stessa: “Stiamo lavorando e stiamo procedendo per mettere a punto il tutto”. Ma, al di là delle parole, nulla è cambiato.

Un altro aspetto della vicenda: Viale Germania, una strada ad un’unica corsia sterrata, dapprima denominata nella toponomastica come Contrada Bruni, in realtà non era chiusa ma partiva dalla sp 44 (prolungamento Viale Marzano) e confluiva in Viale Francia, quasi di fronte alla Metro di Lecce Surbo. Ma una piccola area di quella strada sarebbe stata venduta dall’Asi ad una società privata, ovvero la Emmebisalento S.r.l., che l’ha recintata, portando alla chiusura della stessa e peggiorando ancor di più le opzioni di sicurezza nella viabilità per i confinanti alla stessa. Insomma, una storia dove a farla da padrona è la burocrazia, capace di complicare una volta di più i problemi invece di risolverli.

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