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Chiesta zona rossa per Foggia e Bat. Lecce, chiusa un’altra scuola

Il presidente regionale Emiliano ha scritto al ministro Speranza: il sistema sanitario di due province pugliesi rischia il sovraccarico. E intanto, nel capoluogo salentino, un caso di Covid all'Ascanio Grandi e sanificazione

LECCE – Puglia zona rossa per frenare la rincorsa del coronavirus, ma solo in parte. E per la precisione, potrebbero assumere il colore che indica l’adozione delle maggiori restrizioni le province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani.

A richiederlo espressamente è stato, oggi, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in una lettera inoltrata al ministro della Salute, Roberto Speranza. Nella missiva, Emiliana chiede “l’adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat nella cosiddetta ‘zona rossa’, in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”.

La richiesta nasce in seguito alle relazioni tecniche della Struttura di coordinamento e monitoraggio dell’emergenza epidemiologica e tenendo conto di quanto emerge dalle direzioni generali delle due Asl interessate, e cioè che, al momento, risultano sotto una pressione di tale forza da rendere prevedibile il sovraccarico del sistema sanitario nell’arco delle prossime settimane. A invocare che la Puglia entrasse a far parte del novero delle zone rosse era stato, nei giorni scorsi, anche Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Fnomceo nazionale. Un accorato appello rivolto, in quel caso, a Pier Luigi Lopalco, in qualità di assessore regionale e che Emiliano sembra aver, almeno in parte, accolto in queste ore, quantomeno per le due province ritenute al momento a maggior rischio d’implosione.  

Il Dpcm del 3 novembre scorso, d’altro canto, agli articoli 2 e 3, prevede che si possano adottare specifiche misure di contenimento del contagio su alcune d’Italia caratterizzate da scenari di progressiva gravità e da un livello di rischio elevato. E “dall’analisi dei ventuno indicatori distinti a livello provinciale per le due aree - si legge nella lettera -, emerge un contesto preoccupante in cui i valori di Rt, combinati con l’incidenza numerica dei nuovi casi riscontrati giornalmente, si caratterizzano per un progressivo ed inarrestabile incremento”.

“Tale progressione del livello epidemico induce a ritenere che nelle suddette aree, anche in virtù della programmata espansione della rete di assistenza Covid-19, si produrrà una riduzione di offerta dei livelli di assistenza in favore dei pazienti non Covid-19”. Emiliano fa affidamento al comma dell’articolo 3 del Dpcm che attribuisce al ministro della Salute il potere di adottare un’ordinanza, d’intesa con il presidente della Regione interessata, per specifiche parti di un territorio, in ragione dell’andamento epidemiologico, che deroghi alle misure di contenimento previste dal successivo comma 4. 

“Nella giornata di oggi – conclude Emiliano - ho coordinato una riunione cui hanno partecipato i presidenti e i sindaci dei Comuni capoluogo delle province oggetto della lettera, i quali, alla luce dei dati illustrati dai direttori generali delle Asl competenti per territorio, hanno condiviso la richiesta”. La valutazione, fino a un’eventuale intesa, spetta ora al ministro Speranza.

Scuole, chiude la media Ascanio Grandi

Intanto, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha aggiornato la situazione delle scuole cittadine, sottolineando come oggi la dirigente dell’Ascanio Grandi, in accordo con il Dipartimento di prevenzione dell’Asl, abbia deciso di sospendere l’attività didattica per procedere a una sanificazione straordinaria. Scelta che il sindaco ha condiviso. Salvemini precisa che lo stop è dovuto alla positività di una docente e che si è optato per la chiusura temporanea “anche per procedere alle necessarie operazioni di tracciamento e tamponamento dei contatti stretti, che interessano docenti, personale tecnico amministrativo e alunni di sette classi”.

“Si concretizza in questo caso, non certo il primo nella nostra regione – commenta Salvemini - il rischio al quale la pandemia espone le comunità scolastiche. Una sola positività può comportare la sospensione temporanea delle attività scolastiche e comporta sicuramente uno sforzo imponente di tracciamento e screening per il sistema sanitario”. Tutto questo mentre si è in attesa della sentenza del Tar sull’ordinanza di Michele Emiliano riguardante la sospensione delle attività didattiche in presenza.

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