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Domenica, 26 Giugno 2022
Attualità Ugento

“Ulivi infetti, basta ritardi: subito gli espianti contro gli incendi”

Gli immensi roghi di Ugento spingono Coldiretti a puntare l'indice contro la burocrazia. "Servono interventi decisi per far rinascere le aree colpite"

UGENTO – Attivare subito le procedure per gli svellimenti degli ulivi secchi. Il sollecito arriva da Coldiretti di Puglia, a margine di quanto accaduto nelle ultime ore in particolare nella zona di Ugento, dove immensi roghi hanno divorato terreni abbandonati e alberi irrimediabilmente infetti dalla Xylella. “Sono troppi gli ettari di uliveto ormai improduttivi da anni, a causa dei ritardi negli espianti e reimpianti che hanno aggravato una situazione già critica, con la burocrazia che arreca più danni della Xylella”, commenta Pietro Piccioni, delegato confederale di Lecce. “L’abbandono – sostiene – era inevitabile e va invertita la rotta senza perdere altro tempo”.

I roghi divampati nella zona di Ugento sono stati di tali dimensioni da non essere domati facilmente e di certo non subito. Ma non è solo nel basso Salento che il fenomeno si sta facendo avvertire. Coldiretti ricorda che è stato il Bosco di San Biagio a Borgagne, frazione di Melendugno, il primo ad avere la peggio. E l’estate in arrivo si preannuncia giù più calda del solito sul fronte degli incendi.

Sono necessari oltre mille litri di acqua per spegnere ogni singolo ulivo divenuto una torcia di fuoco, aggiungono da Coldiretti di Puglia, dalla quale arriva un plauso a vigili del fuoco e protezione civile per il loro impegno improbo, che in provincia di Lecce si trascina ormai da anni, puntualmente, con l’arrivo della bella stagione.

Secondo il report 2021 dei vigili del fuoco, sono stati quasi 25mila gli incendi in Puglia, con 6.221 interventi solo in provincia di Lecce. E se si considera in molti casi intervengono direttamente volontari di protezione civile, Coldiretti stima che gli episodi possano salire anche oltre il doppio.

Gli incendi nascono laddove vi è l’abbandono di campi pieni di sterpaglie e infestanti, e i danni si moltiplicano perché a fuoco vanno anche i tubi degli impianti di irrigazione e cumuli di immondizia, creando nubi tossiche che avvolgono anche i centri abitati. E oltra all’agricoltura, tutto si ripercuote anche sull’immagine turistica del Salento.

“Gli agricoltori – dicono da Coldiretti – chiedono interventi decisi per espiantare, reimpiantare e far rinascere le aree colpite, dopo anni di annunci, promesse, rimpalli di responsabilità e la mancanza di impegni concreti per la ricostituzione del patrimonio olivicolo distrutto, mentre non sanno come comportarsi per realizzare nuovi impianti resistenti e tornare a lavorare e produrre per sottrarre le campagne all’abbandono”.

L'associazione punta l’indice contro “i ritardi nell’autorizzazione degli espianti degli ulivi secchi colpiti dalla Xylella in Salento”, aggiungendo che “dopo nove anni la provincia di Lecce continua a morire di burocrazia, impone l’autorizzazione regionale che consenta di eliminare gli ulivi secchi, senza aspettare l’esito delle istruttorie delle domande dell’articolo 6, con l’inaccettabile paralisi amministrativa che sta facendo slittare di un altro anno la rigenerazione del territorio salentino, dopo che la Xylella ha fatto seccare 21 milioni di ulivi, provocando effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa”.

Il decalogo per combattere i roghi

La Coldiretti ha elaborato un decalogo per combattere gli incendi. La prima regola per non causare l’insorgenza di un incendio è quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via che il fuoco sia spento. Soprattutto nelle campagne - precisano da Coldiretti - non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi.

Inoltre - continuano da Coldiretti Puglia - non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone di campagna o boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente.

Nel caso in cui venga avvistato un incendio - consigliano da Coldiretti regionale - non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili. Dal momento che - concludono da Coldiretti Puglia - un elevato numero degli incendi è opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono di campi e boschi.

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