Sabato, 19 Giugno 2021
Economia

Alt all'inquinamento? Difficile: nel Salento circolano troppe auto vecchie

L’età media delle auto fra Lecce e provincia oltrepassa i dieci anni. Il 69,5 per cento immatricolate prima del 2006

LECCE – Le auto dei salentini sono vecchie. E le direttive europee in materia di emissioni di anidride carbonica vanno a farsi friggere. Non è un dato confortante quello diffuso dall’osservatorio economico di Confartigianato imprese Lecce, diretto da Davide Stasi. L’età media delle auto locali, infatti, oltrepassa i dieci anni.

Tutto nato da una ricerca sugli ultimi dati Pubblico registro automobilistico. I veicoli “trazione verde” sono una goccia nel mare: 26mila e 505 vanno a gpl, 10mila e 81 a metano e appena 154 ad alimentazione elettrica. La maggior parte delle auto consumano benzina (237mila e 405) o gasolio (211mila e 234).

Lungo le strade del Salento circolano ben 485mila e 411 mezzi veicoli, di cui 337mila e 132 immatricolati fino al 2006. Cioè il 69,5 per cento del totale.

In dettaglio, sono 67mila e 955 i veicoli costruiti prima dell’introduzione dello standard «euro I». Sono indicati come «euro 0» e sono le più inquinanti. Rappresentano il 14 per cento del totale. Ci sono, poi, 24mila e 118 vetture che rispettano la normativa «euro I», entrata in vigore nel 1992 (5 per cento). Quelle che osservano la normativa «euro II» del 1995 sono 90mila e 678 (18,7 per cento). Quelle classificate sulla scorta della normativa «euro III» del 2000 sono 97mila e 617 (il 20,1 per cento).

La maggior parte, il 29,9 per cento del dato complessivo, seguono la «euro IV» del 2006: si tratta, spiega Confartigianato, di 145mila e 174 mezzi. Solo 57mila e 368 veicoli rispettano la «euro V» del 2009, pari all’11,8 per cento. Appena 2mila e 94 quelle della normativa «euro VI» entrata in vigore l’anno scorso, con vincoli più per ridurre le emissioni inquinanti.

“Occorrono politiche che incentivino l’uso dei mezzi pubblici”, dice Davide Stasi. “Sono ancora troppe le auto che congestionano la viabilità nei centri urbani, determinando una serie di conseguenze, tra cui l’incremento dell’inquinamento atmosferico, la rumorosità e la sempre più difficile vivibilità nelle aree residenziali”.

“Le amministrazioni locali dovrebbero favorire la circolazione pedonale, ciclabile e soprattutto rendere i sistemi di trasporto pubblico efficienti, scoraggiando il più possibile l’utilizzo dei veicoli privati”, aggiunge.

“Investire nel trasporto pubblico richiede spesso sforzi notevoli per le casse pubbliche – prosegue -, ma gli effetti positivi che questo comporterebbe si moltiplicano nel tempo e sono un chiaro messaggio di attenzione alla sostenibilità delle città”.

Nel 2014, in Puglia, sono stati venduti un milione 279mila tonnellate di gasolio, 384mila tonnellate di benzina senza piombo e 70mila e 894 tonnellate di gpl. “Pertanto dovrebbero essere adottati nuovi provvedimenti, con l’obiettivo di rinnovare il parco auto. Le agevolazioni sinora concesse non hanno sortito gli effetti sperati”.

E non bisogna dimenticare la sicurezza. “Il rinnovo del parco auto – spiega Stasi – non solo ridurrebbe le emissioni inquinanti, ma soprattutto aumenterebbe i livelli di sicurezza stradale. Sulle vetture di nuova fabbricazione, infatti, è obbligatorio installare dispositivi sempre più efficienti. Tuttora, però, molte auto in circolazione sono prive del sistema che evita il blocco delle ruote durante le frenate (Abs). Soprattutto negli ultimi anni, l’attenzione del legislatore si è concentrata sui dispositivi di sicurezza".

"In particolare, la direttiva europea 2007/46/CE, rende obbligatori l’Abs, i nuovi retrovisori più efficienti, la segnalazione luminosa potenziata, le protezioni laterali per evitare che i ciclisti e i pedoni possano essere travolti dal veicolo e i dispositivi anti-spruzzo d’acqua per gli pneumatici. A partire da novembre 2011, molti nuovi modelli di autovetture immatricolati sul territorio dell’Unione europea devono essere dotati del controllo elettronico della stabilità (Esp)”.

“I veicoli di nuova generazione sono dunque meno inquinanti e più efficienti. Assicurano standard superiori, con benefici ambientali e di sicurezza per la circolazione. I miglioramenti introdotti dalla tecnologia sono tuttavia vani in assenza di un robusto ricambio del parco veicolare”.

Il mercato dell’auto registra comunque segnali di ripresa, secondo Confartigianato, anche se regge soprattutto il mercato dell’usato, a scapito dei veicoli di nuova fabbricazione. L’anno scorso sono stati eseguiti oltre 30mila passaggi di proprietà.

Il Comune più “motorizzato” è ovviamente il capoluogo. I leccesi posseggono ben 63mila 532 auto. Seguono gli abitanti di Nardò con 18mila e 944 vetture; Galatina, 16mila e 784; Copertino, 14mila e 314; Casarano, 12mila e 873; Gallipoli, 11mila e 176; Tricase, 10mila e 164; Surbo, 9mila e 141; Galatone 9mila 95; Maglie, 8mila 935; Monteroni di Lecce, 8mila 759; Squinzano, 8mila 367; Trepuzzi, 8mila 347; Veglie, 8mila 250; Cavallino, 8mila 243; Leverano, 7mila 842; Taviano, 7mila 657; Carmiano, 7mila 615; Ugento, 7mila 77; Matino, 7mila 40.

Tutti i dati: Auto Lecce e provincia

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