Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Erosione costiera, Federbalneari Salento promuove il metodo adottato da Ugento

L'associazione interviene nel dibattito sul tema, a pochi mesi dall'inizio della stagione estiva, approvando l'atteggiamento del Comune, che sta investendo gli introiti della tassa di soggiorno per ricostruire i cordoni dunali

San Cataldo, una delle tante marine interessate

LECCE - Dopo l'emissione dell'ordinanza da parte della Capitaneria di Porto di Otranto che coinvolge diversi chilometri del litorale di Melendugno, l'erosione costiera torna tema di dibattito a pochi mesi dall'inizio della stagione estiva. Il problema, sempre più urgente e pericoloso, è stato già trattato nel corso degli ultimi anni, soprattutto all'interno delle associazioni di categoria dei balneari che più di tutte soffrono i danni provocati dal fenomeno, che negli ultimi anni pare aver accelerato i suoi effetti devastanti.

Per questo motivo Federbalneari, dopo aver partecipato al tavolo tecnico in Provincia con i sindaci dei comuni costieri e comandanti della Capitaneria di Otranto e Gallipoli, vuole indicare una buona prassi osservata nel corso del tempo e che ha visto il Comune di Ugento in prima linea per mitigare le conseguenze dell'erosione e delle mareggiate. 

"Una buona prassi - spiega il presidente di Federbalneari Salento Mauro Della Valle - che l'attuale sindaco di Ugento Massimo Lecci aveva già seguito in passato in qualità di vicesindaco. Ugento è una delle località più importanti dal punto di vista turistico, una meta prestigiosa per grandi flussi di visitatori provenienti dall'Italia e dall'estero, soprattutto tedeschi - continua Della Valle - è partendo da questo presupposto che la città si è dotata di un metodo per porre rimedio ad una situazione che rischiava di erodere anche un settore economico su cui si basa la crescita del territorio".

"Il Comune, infatti - precisa -, ha attivato da tempo importanti progetti di ricostruzione (con i fondi della tassa di soggiorno confluiti nell'Osservatorio del turismo) dei cordoni dunali della costa attraverso l'utilizzo della Posidonia. Una prassi utilizzata per mantenere lo stato di salute della spiaggia, come avviene in tutta Italia, e riequilibrare la presenza di sabbia che le mareggiate, come dimostrato, spostano da nord a sud. Questo - conclude Della Valle - potrebbe essere un esempio per tanti altri comuni: riutilizzare i guadagni della tassa di soggiorno, mantenere lo stato di salute della costa e avviare progetti a breve e lungo termine per salvare la stagione turistica".

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