"I fondi Por, un'occasione per lo sviluppo reale"

Questa mattina l'incontro fra Cisl, Università e Provincia sul tema "Giovani, innovazione e lavoro". Contro la precarietà, la necessità di puntare su specializzazione dei neolaureati e finanziamenti

"Basta con l'enunciare i giovani come la risorsa, la prospettiva, solo per prendere applausi, occorre che le nuove generazioni siano protagoniste di tutti i processi di innovazione, siano questi produttivi, sociali, politici o economici". E' questo il messaggio emerso questa mattina dall'incontro su "Giovani, innovazione e lavoro" che si è svolto in mattinata presso il Museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce, nell'ambito della prima delle tre "Giornate dell'Economia e del Lavoro 2007" organizzate dalla sede di Lecce del sindacato in collaborazione con la facoltà di Giurisprudenza e la Provincia di Lecce.

Nel corso del dibattito, sono state approfondite le problematiche di un territorio "periferico, marginale ed isolato dal contesto nazionale ed internazionale come il Salento, dove il 35 per cento dei disoccupati sono giovani tra i 15 ed i 29 anni e dove il Pil è legato in massima parte (per il 79 per cento) ad un terziario caratterizzato da servizi tradizionali, con agricoltura e industria presenti rispettivamente solo al 3,1 e 18 per cento".

Per cambiare lo scenario attuale, la proposta emersa dal confronto è dunque basata su una strategia che miri alla realizzazione di un Polo Tecnologico in grado di trainare il contesto della meccatronica, allo sviluppo dell'agro-alimentare tramite la tracciabilità del prodotto, accorciando la filiera produttiva e realizzando una rete commerciale adeguata ed allo sviluppo della ricerca nel settore delle tematiche ambientali per l'energia pulita.

"La strada da seguire - ha spiegato Surano - è quella dell'innovazione per raggiungere il nuovo modello di sviluppo del Salento, un modello che valorizza i giovani che ogni anno escono dal sistema scolastico e universitario coinvolgendoli nei sistemi produttivi in una logica di investimento sul capitale umano".

Pino Acocella, vice presidente del Cnel, ha però sottolineato l'importanza di "non dequalificare il titolo di studio, attribuendogli piuttosto un valore legale, posto che, però, si equilibri internamente l'iter formativo a garanzia dell'inserimento dei laureati al termine del loro percorso di studi". Giuseppe Saccomandi, della facoltà di Ingegneria di Lecce, ha poi to sottolineato come sia "svilente e mortificante l'inserimento lavorativo a 40 anni e a 800 euro al mese dopo anni studi di laurea e master".

Alfredo Prete, Presidente della Camera di commercio di Lecce, ha a sua volta condannato il sistema di Co.Co.Co. e Co.Co.Pro., ritenuti "alibi per le aziende, in cui sono inserite flotte di quarantenni precari: turismo ed agricoltura sono le reali opportunità del Salento, per questi si dovrebbe investire in una formazione specifica nei settori dell'economia con le facoltà di Scienze turistiche e di Agraria".

Gilberto Antonelli, docente di Giurisprudenza a Bologna, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di "investimenti sul capitale umano come sostegno all'occupazione attraverso la messa in atto, da parte del Governo, di politiche coraggiose e, soprattutto, attraverso lo sfruttamento delle risorse finanziarie previste dai Por 2007-13. A tale proposito il segretario nazionale della Cisl, Giorgio Santini considera "basilari istruzione e ricerca in quanto occorre puntare sul capitale umano, così come è fondamentale creare degli sbocchi concreti per i giovani al termine del loro percorso culturale e questi sbocchi possono essere realizzati proprio con le risorse dei Por".
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I fondi saranno gestiti quasi completamente dalle Regioni. "Non possiamo sprecare altri sette anni di opportunità finanziarie", sostiene Santini. "I poi sono un'ottima opportunità per il Mezzogiorno e per il Salento in quanto sono le risorse da spendere per puntare alla realizzazione di tre obiettivi primari: infrastrutture e reti energetiche, sviluppo e fiscalità di vantaggio e formazione del capitale umano e ricerca, obiettivi necessari per la realizzazione di un concreto modello di sviluppo".

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