Economia

Gli istituti di credito tagliano le filiali nel Salento: ecco la nuova mappa degli sportelli

Nel capoluogo si contano 54 filiali. Stasi: "Questo trend è ormai irreversibile, in considerazione anche dell’utilizzo sempre più frequente delle nuove tecnologie"

LECCE – I tagli alle filiali delle banche, operati allo scopo di ridurre i costi, stanno ridisegnando la rete degli sportelli nel Salento.

L’Osservatorio economico di Davide Stasi ha effettuato una mappatura delle succursali, a partire dal 1998, per monitorare la situazione in provincia, in seguito all’adozione dei nuovi piani di razionalizzazione.  l’evoluzione in provincia di Lecce.

Dopo un trend di crescita che ha raggiunto l’apice nel primo trimestre 2009, quando le filiali in provincia di Lecce raggiunsero quota 270, si registra un’inversione di tendenza, a causa della minore presenza sul territorio dei grandi gruppi bancari. Gli sportelli, complessivamente, sono ora 235.

Si tratta dei punti operativi che svolgono, in tutto o in parte, l’attività bancaria a diretto contatto con il pubblico. Rientrano, dunque, tutte le succursali, ad eccezione di quelle in corso di liquidazione e degli uffici di rappresentanza.

In particolare, nella città capoluogo si contano 54 filiali. Seguono Maglie (con 12 sportelli), Galatina (10), Gallipoli (9), Nardò (8), Casarano (7), Tricase (6), Campi salentina, Copertino, Leverano, Martano, Taurisano e Veglie (4). Mentre i grandi gruppi riducono il numero delle proprie agenzie, rimangono ben radicate le banche minori (popolari o di credito cooperativo) e rappresentano, ora, circa un terzo degli sportelli aperti in provincia.

“La necessità di tagliare i costi – spiega Davide Stasi – ha spinto molti istituti bancari a rivedere la propria rete di sportelli, ridimensionando la propria presenza nel Salento. Se prima un grande gruppo bancario mirava ad espandersi in maniera sempre più capillare, oggi deve affrontare piani di razionalizzazione che prevedono la soppressione di agenzie, la cessione di interi asset e l’esternalizzazione dei servizi di back-office, cioè di quel ramo di azienda che si occupa di produzione e gestione, affari generali e personale. Questo trend è ormai irreversibile, in considerazione anche dell’utilizzo sempre più frequente, da parte dei correntisti, delle nuove tecnologie (smartphone e tablet)”.

L’indagine condotta da Stasi accende i riflettori anche sul totale dei depositi e su quello dei prestiti concessi alla clientela.  L’ammontare dei risparmi, al 31 dicembre 2017, è salito di 265 milioni di euro, mentre gli impieghi, sempre nello stesso arco temporale, sono diminuiti di 167,9 milioni di euro.

Più in dettaglio, nei 54 sportelli di Lecce, i risparmi ammontano a quasi due miliardi di euro, mentre i finanziamenti superano i due miliardi e mezzo di euro. Nelle dodici succursali di Maglie, i depositi arrivano a 293 milioni e mezzo di euro contro i 314,9 milioni di impieghi.

A Galatina i depositi ammontano a 293 milioni contro i 323 prestati; a Casarano, i risparmi si fermano a 197 milioni contro i 224 milioni prestati; a Gallipoli, i depositi ammontano a 193,4 milioni contro i 210,6 prestati; a Tricase, depositi e prestiti quasi si equivalgono.

Negli altri principali comuni, invece, l’ammontare dei soldi depositati supera quello dei soldi prestati. Il totale dei depositi negli sportelli bancari, al netto del risparmio postale, ammonta a sei miliardi 235 milioni, mentre gli impieghi arrivano a sei miliardi 692 milioni, per una sorta di sbilanciamento di 457 milioni.

Se si considera, però, anche il risparmio postale, i depositi superano i 10 miliardi e mezzo di euro, fermi in conti correnti, libretti di risparmio o sotto forma di buoni fruttiferi.

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