Economia

Pensioni prossime allo zero: la denuncia di Cgil Lecce

Il sindacato leccese ha organizzato una conferenza presso le Officine Cantelmo dedicato alle mille facce delle pensione. Presentata anche un'indagine presso le case di riposo che ospitano gli anziani

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LECCE - Liberi. Ribelli. Resistenti. Sono i pensionati italiani, così come li vorrebbe la Cgil nel suo immaginario di un mondo del lavoro lontano dal precariato e dal moderno dramma delle pensioni.
Mancano i fondi per sostenere le fasce sociali più deboli e rilanciare il welfare nel Paese. O forse i soldi ci sono, ma sono mal spesi.

Oppure ancora, le risorse per il sociale questo Governo non le vuole proprio trovare. E' questa la denuncia puntuale che arriva dal sindacato dei pensionati della Cgil che ha organizzato una conferenza sui lavoratori della terza età, presso le Officine Cantelmo a Lecce. Esiste un tema che accomuna tutti i governi che si succedono nel tempo: quello della previdenza sociale. Un serbatoio di risorse accomulate con i sacrifici e il lavoro di una vita che, improvvisamente, diventa tesoro da saccheggiare per rimpinguare il debito pubblico. I soldi dell'Inps evaporano, ogni anno sembra quello buono per alzare l'asticella dell'età pensionabile e la copertura economica per la fase matura dell'esistenza diventa una chimera, quasi un'utopia per i nuovi nati.

Questo, in sintesi, il ritratto dei pensionati tracciato dalla Cgil di Lecce che snocciola cifre poco rassicuranti. "Il 46 per cento degli italiani vive con pensioni inferiori ai 500 euro mensili -, denuncia Rosanna Maragliulo, segretaria provinciale Spi Cgil Lecce - mentre ammonta a 9 miliardi la spesa annuale delle famiglie per badanti e assistenza domiciliare".

Il problema dei redditi improbabili che dovrebbero sfamare i pensionati italiani si somma a drammatiche situazioni di isolamento sociale e mancanza assoluta di servizi che garantiscano uno stile di vita dignitoso, soprattutto in casi di malattia e disabilità motoria.

"Quello delle pensioni è un problema di giustizia sociale che colpisce, ancora una volta le donne" continua la segretaria "Prima di innalzare l'età pensionabile delle signore in nome di una presunta parità di genere, bisognerebbe equiparare trattamenti economici e possibilità di carriera già da prima, quando si è nel pieno delle capacità lavorative".

Qual è quindi la ricetta della Cgil per uscire dalla crisi che ha travolto il Paese? "Dobbiamo ripartire dal lavoro e dai suoi valori: la libertà, la giustizia e il benessere garantito da redditi adeguati" sostiene Celina Cesari della segreteria nazionale Spi Cgil.

Il sindacato leccese si è anche attivato sul territorio attraverso un'indagine che verrà condotta presso le strutture che accolgono gli anziani, per toccare con mano le condizioni di vita e i livelli di assistenza che vengono garantiti dal personale medico e paramedico impiegato nelle cosidette "case di riposo".

"Le residenze per anziani stanno diventando l'affare del secolo" denuncia la Cesari "spuntano come funghi, hanno vita breve (a riprova della speculazione finanziaria che ci sta dietro) e sono troppo spesso teatro di maltrattamenti e condizioni economiche inique. E' arrivato il momento di scoperchiare questo vaso di pandora e garantire, finalmente, i diritti degli anziani all'interno di queste strutture".

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