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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Opportunità e costi

La transizione energetica nelle imprese salentine: la volontà c’è, ma con investimenti sostenibili

Una ricerca nell’ambito di un progetto di Confindustria e Camera di Commercio ha messo in evidenza alcuni aspetti della sfida che per il mondo produttivo sta diventando una priorità

LECCE – La transizione dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili non è un’opzione, è una via senza ritorno, ma perché coinvolga nel più breve tempo possibile tutto il tessuto produttivo locale, fatto per lo più di imprese di piccole dimensioni, è necessario che sia economicamente sostenibile.

È questo il sunto della presentazione della ricerca dal titolo “La sfida della transizione energetica per le imprese della provincia di Lecce. Analisi e prospettive di sviluppo”. La pubblicazione rientra nell’alveo del progetto “Le Imprese e l'Energia: Efficientamento Energetico, Comunità Energetiche, Tecnologie per Impianti Sostenibili”, promosso da Confindustria Lecce in collaborazione con Camera di Commercio.

Lo studio è stato condotto su un campione di 60 imprese attive nel settore manifatturiero (di cui il 43,3 percento nel comparto metalmeccanico) e per poco più della metà inquadrabili come piccole imprese.

Dall’analisi dei dati, a cura di Davide Stasi, è stato osservato che il 33,33 per cento del campione consuma fino a 50mila kilowattora (kWh); il 10 per cento da 50mila kWh a 100mila kWh; il 35 per cento da 100mila kWh a 1 milione di kWh; il 21,77 per cento consuma oltre 1 milione di kWh. È emerso, inoltre, che il 71,7% delle imprese esaminate possiede già un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il presidente della Camera di Commercio, Mario Vadrucci, ha posto il tema della sostenibilità economica della transizione: “Ci vorranno molti investimenti. Si parla di 600 miliardi in tutta l'Unione Europea che dovranno essere trovati in tempi tali da aiutare la realizzazione del Green Deal. Ma questo non può avvenire a scapito dei più deboli. Bisogna impegnare la deputazione politica italiana a tenere presenti, in sede di Parlamento Europeo, le esigenze di questa parte del mondo produttivo italiano, in modo che la transizione possa avvenire senza grossi sacrifici e sia in grado di produrre nuovi posti di lavoro, per i quali bisognerà pensare sin d'ora a nuovi programmi di formazione per far trovare tutti pronti a guardare con maggiori opportunità al futuro complessivo del mondo industriale italiano”.

Il presidente di Confindustria, Valentino Nicolì, ha sottolineato l’opportunità che l’attuale fase storica può rappresentare, alla giuste condizioni: “È evidente che la transizione verso fonti energetiche più sostenibili è diventata una priorità per le imprese locali e i dati raccolti confermano che stiamo compiendo passi significativi verso questo obiettivo. La nostra provincia ha un enorme potenziale per diventare un punto di riferimento per l'innovazione e la sostenibilità nel settore energetico da fonti rinnovabili. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare e opportunità da cogliere. È fondamentale che istituzioni, enti di ricerca e aziende lavorino insieme per creare un ambiente favorevole all'adozione di tecnologie green e all’implementazione di politiche energetiche sostenibili”.

Antonio Ficarella, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento ha approfondito l’importanza della formazione delle figure professionali necessarie alla realizzazione e gestione del processo: “Con questa ferma convinzione, Unisalento ha attivato, ad esempio, il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica, erogato in collaborazione con il Politecnico di Bari, con le lezioni in inglese. Si punta a formare ingegneri con forte propensione all’innovazione e all’interdisciplinarietà, in grado di operare nel contesto della transizione energetica. S’impone, infatti, un dovere morale per tutti coloro che lavorano nel settore dell’energia: uscire dalle fonti fossili il più presto possibile per favorire la riduzione dell’emissione di CO2, spingere sempre di più verso le energie rinnovabili, la cui accettazione passa attraverso un reale coinvolgimento delle realtà locali, a cui le nuove installazioni devono portare ricchezza. I grandi impianti industriali stanno avviando concrete politiche di decarbonizzazione e, ad oggi, sono gli unici soggetti in grado di avviare queste politiche, grazie alla disponibilità di risorse e tecnologie”.

Per Fabio Montinaro, vice presidente di Confindustria con delega a Transizione Ecologica e Tutela del territorio “occorre trovare soluzioni che concilino le esigenze di sviluppo industriale con il rispetto delle istanze provenienti dal territorio e, in tale ottica, è necessario dialogare con tutte le comunità, le istituzioni, le associazioni per valutare e trovare il modo per perseguire una transizione giusta, non solo dal punto di vista energetico. È oggi prioritario mantenere uno stile di vita che non sia condizionato da pregiudizi o da eventi drammatici come la guerra che ha imposto un drastico cambiamento nei sistemi di approvvigionamento. Oggi più che mai siamo chiamati a spezzare la dipendenza da fonti fossili estere, rendendoci autosufficienti e individuando nuove forme sostenibili, anche contando sulla ricerca e l’innovazione”.

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