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Giovedì, 13 Giugno 2024
Salute

Sanzioni disciplinari per sforamento del tetto di spesa. Consigliere della Lega: “Rappresaglia contro i medici”

Gianni De Blasi, esponente della Lega al consiglio regionale, ha inviato una nota sulla bufera che ha travolto le varie Asl di Puglia, tra cui quella leccese

LECCE – Le sanzioni, a suo dire, sarebbero “illogiche”. A seguito dei provvedimenti disciplinari irrogati dalla Asl di Lecce nei confronti dei professionisti di medicina generale per lo sforamento del tetto di spesa, il consigliere regionale della Lega, Gianni De Blasi, dichiara: “Tali provvedimenti rimproverano ai medici di base lo sforamento del tetto di spesa sulle prescrizioni mediche. Tutto ciò in conseguenza (più o meno diretta) della legge regionale recante misure per il contenimento della spesa farmaceutica”, dichiara l’esponente politico.

“Le sanzioni disciplinari così come formulate - prosegue De Blasi - appaiono illogiche e profondamente ingiuste, se si pensa che su uno sforamento complessivo della spesa sanitaria regionale di complessivi 250 milioni, solo otto di essi sono ascrivibili alla medicina generale ed i restanti 242 direttamente riconducibili alla gestione degli ospedali. Ci troviamo, quindi, di fronte ad una incomprensibile rappresaglia contro i medici di base, che spesso si fanno carico di situazioni anche potenzialmente ospedalizzabili che comporterebbero - se trattate nei nosocomi pubblici - certamente spese maggiori rispetto allo sforamento contestato”.

“Questa inspiegabile ipertrofia sanzionatoria a carico dei medici di medicina generale - continua - limita fortemente la professionalità a servizio del territori, impedendo di fatto una corretta irrogazione del diritto alle cure. Non sarebbe il caso di domandarsi se la maggiore spesa dei medici di base corrisponda ad un maggior carico di lavoro degli stessi in termini di assistenza e di esigenze di somministrazione terapeutica?”. Nelle prossime settimane, ha fatto sapere il consigliere della Lega, produrrà un documento da portare all’attenzione degli uffici di via Miglietta e alla Regione Puglia circa l’opportunità di rivedere la normativa di settore che, “a cascata, produce queste sfumature grigie della politica sanitaria che risultano inaccettabili e totalmente distaccate dalla realtà”, conclude.

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