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Appunti giallorossi. L'eterno conflitto tra il genio e l'autorità

Nel match di Treviso, quando è stato richiamato in panchina, Chiricò, che nel primo tempo aveva realizzato un gol memorabile da metà campo, non le ha mandate dire al suo tecnico. Franco Lerda gli ha risposto a muso duro

Cosimo Chiricò (Foto Santoro).

LECCE – La vittoria del Lecce a Treviso stampa nella memoria due immagini: quella del tiro vincente scoccato da Cosimo Chiricò da una distanza siderale, soprattutto se si considera la stazza fisica del brindisino, e il duro faccia a faccia con mister Franco Lerda quando l’esterno è stato richiamato in panchina, al 13’ minuto della ripresa (al suo posto è entrato Foti, che è andato in gol di lì a poco).

Un confronto sanguigno che non è sfuggito all’occhio della telecamera. Del resto, l’uscita dal terreno di gioco del numero 7 giallorosso aveva tradito evidenti mal di pancia. La scena ripropone l’eterno conflitto calcistico tra la sregolatezza del genio e l’autorità di chi ha la responsabilità tecnica della squadra: quello tra Chiricò e Lerda non sarà certo l’ultimo. Anzi, ogni domenica, il siparietto si ripete con frequenza. Ed è stato l’eurogol siglato nel primo tempo a conferire una certa enfasi alla plateale discussione.

In molti avranno pensato che l’allenatore del Lecce, con quel cambio, abbia corso un gran bel rischio, togliendo dal campo il giocatore fino a quel momento più pericoloso in un match dove i giallorossi non stavano riuscendo certo a brillare per fluidità della manovra. Altri sospetteranno che si sia trattato di una sostituzione a scopo didattico, come a dire “puoi fare quello che vuoi, ma ricordati che qui decido io”.

E’ però plausibile che la valutazione del tecnico piemontese sia riconducibile a due fattori, molto più prosaici: il primo di tipo tattico, per dare cioè profondità ad una manovra asfissiata dal pressing dei padroni di casa; il secondo di tipo atletico, per concedere minuti preziosi di riposo ad un calciatore che nelle prime giornate si è speso davvero tanto. Senza considerare che il folletto brindisino era stato ammonito per l'esultanza dopo il gol realizzato.

Qualunque sia la spiegazione, comunque, male ha fatto il calciatore a ribellarsi, anche perché il suo atteggiamento di insofferenza si sarebbe prolungato durante la permanenza in panchina fino al momento in cui Lerda non ha fatto la voce grossa. E’ stato lo stesso allenatore a gettare acqua sul fuoco ed è normale che sia così. Sta all’intelligenza di Chiricò imparare la lezione. In una squadra, in qualsiasi disciplina, nessuno dovrebbe sentirsi insostituibile.

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