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Corsa ed equilibrio per imbrigliare il Milan: D'Aversa prepara una mediana resiliente

Il tecnico del Lecce sembra orientato a rendere la squadra più compatta per contenere la forza fisica oltre che tecnica dei rossoneri, rilanciati dalla vittoria in Champions League col Psg. Al posto di Almqvist, infortunato, ci sarà Strefezza

LECCE – Dal clima di contestazione dopo la sconfitta in casa contro l’Udinese all’euforia per la vittoria contro il Psg che potrebbe rilanciare il Milan anche nella corsa allo scudetto.

Se per innamorarsi basta un’ora, si chiedeva Loretta Goggi in “Maledetta primavera”, è certo, invece, che può essere sufficiente un solo episodio, una giocata per cambiare il corso di una storia che sembra già scritta. Lo sa Pioli, lo sa anche D’Aversa che al 91’ di Roma-Lecce pregustava una vittoria poi svanita nel giro di tre minuti.

L’allenatore del Lecce, nella conferenza stampa della vigilia, ha sgombrato il campo dai dubbi: “Meglio aver visto il Milan contro il Psg perché nella testa di qualcuno potevano scattare paragoni che non stanno in piedi, magari pensando alla nostra partita a Udine. Noi dobbiamo far convergere sulla partita di domani la rabbia della gara di Roma e dobbiamo trasformarla in energia positiva”.

Sul fattore psicologico ed emotivo il tecnico dei giallorossi è tornato anche successivamente: “Il fattore ambientale conta molto. I tifosi del Milan hanno spinto da inizio settimana. Contro l’Udinese si respirava un clima diverso e anche calciatori di un certo spessore avvertono la differenza tra il sostegno estremo e il malumore. Noi avremo lo stadio sold-out. La nostra prestazione deve essere al 120 percento per non avere da recriminare, quello che farà il Milan lo vedremo domani e dipenderà anche molto da noi. Io credo che prima di Roma nessuno pensava che avremmo potuto fare quel tipo di gara con quel tipo di ambiente. Siamo giovani, andiamo in campo per mettere in difficoltà ogni tipo di avversario, è chiaro che dobbiamo evitare che un errore vanifichi quanto fatto in 80 minuti”.

Del resto la delusione per la sconfitta maturata nel recupero non sembra essere stata del tutto smaltita: “Posso garantirvi che il malumore di molti tifosi era anche il nostro. Io so come i ragazzi lavorano in settimana e come hanno affrontato quella partita, nonostante la Roma sia partita forte e noi siamo stati anche fortunati. Ci deve servire di esperienza: domani non possiamo concederci pause, dall’inizio alla fine”.

Proprio sulla questione della malizia, D’Aversa ha cercato di fare un ragionamento complessivo: “Quando la squadra ha subito il pareggio, voleva andare subito a riprendersi la vittoria. Questa mentalità, probabilmente, ci ha consentito in passato dei recuperi insperati. È chiaro che bisogna saper leggere la partita: abbiamo costruito un paio di occasioni per il raddoppio, potevamo gestire meglio il possesso anche perché loro si erano sbilanciati con quattro attaccanti. Poi ci sono delle zone di campo che sono sempre da considerare rosse, come l’area di rigore: bisogna sempre avere sempre il senso del pericolo, con qualsiasi risultato e a qualsiasi punto della partita ci si trovi”.

Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo domani, è praticamente scontato l’impiego di Strefezza al posto dell’infortunato Almqvist (problema muscolare, ne avrà per qualche settimana) che è anche l’unico mancino naturale tra gli esterni offensivi. Un problema non da poco, considerando che D’Aversa preferisce giocare con le ali a piede invertito (Banda che è destro, sulla sinistra, Almqvist, mancino, sulla destra): “Mancando Pontus – ha spiegato l’allenatore - ho un calciatore che ha sempre fatto bene e segnato (Strefezza, ndr) e che ha comunque la tendenza a spostarsi nella parte centrale del campo, indipendentemente dal sistema di gioco la cui interpretazione dipende sempre dalle caratteristiche dei calciatori”.

Ci potrebbero essere novità nel reparto centrale, con una linea mediana più bilanciata e dedita al contenimento: “Se ragioniamo sulla formazione che ha giocato in Champions, allora sarà un centrocampo molto fisico. Nella scelta dei primi undici si fa sempre un ragionamento per trovare l’equilibrio con gli esterni e i centrocampisti. Se ho degli esterni che tendono ad accentrarsi, è chiaro che l’equilibrio dovrò trovarlo da un’altra parte”. Occhio quindi a Gonzalez, che potrebbe completare il reparto con Ramadani e Kaba.

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