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La conferma

Pantaleo Corvino e il Lecce, il matrimonio continua per almeno altri tre anni

L'annuncio, direttamente via social con un post del presidente Saverio Sticchi Damiani, scritto in piena notte e che sta incassando commenti entusiastici dei tifosi

LECCE – Un feeling antico, che parte da lontano, e un matrimonio che prosegue felicemente, quello fra l’Unione sportiva Lecce e il direttore dell’area tecnica, Pantaleo Corvino. Nessuna nota “ufficiale” con i toni necessariamente distaccati da ufficio stampa, questa volta. L’annuncio, piuttosto, è stato dato con un breve, quanto caloroso post scritto di suo pugno dal presidente Saverio Sticchi Damiani, che, fin dal cuore della notte (risale alle 2,06), sta facendo il pieno di applausi e ringraziamenti da parte dei tifosi, diversi fra loro entusiasti nel sentir parlare di progetto, in prospettiva futura: oltre 300 in nove ore quelli arrivati e più di 3mila e 100 le reazioni, in generale.

“Dopo averlo preannunciato a giugno – ha scritto il presidente –, questa sera ci siamo ufficialmente ‘legati’ per altri 3 anni (anzi 4 in considerazione dell’opzione per un anno aggiuntivo), con un unico obiettivo comune: non lasciare trascorrere un giorno senza far crescere il club in mentalità, solidità, strutture, vivaio ed organizzazione”. E la conclusione, è una dedica alla tifoseria: “Tutto è possibile, con l’aiuto della nostra gente”.

Corvino, il cui ultimo colpo di mercato è stata la chiamata in giallorosso dell’esterno offensivo Nicola Sansone, pescato fra gli svincolati (dal 2019 e fino allo scorso campionato è stato in forza al Bologna), ha finora maturato successi, condividendo il lavoro con il direttore sportivo Stefano Trinchera, riuscendo a coniugare due aspetti non proprio semplici: far quadrare i bilanci, mantenendo, se non aumentando, il tasso tecnico di una squadra che l’anno scorso ha stupito la platea con la sua sudata salvezza, seguita a una meritata promozione, andandosela a giocare su ogni campo a testa alta, anche quelli teoricamente impossibili, senza mai prestarsi al ruolo di vittima sacrificale.

Nei giorni scorsi, lo stesso Corvino ha spiegato come gli oltre 20 milioni di euro incassati dalle cessioni, siano stati reinvestiti in gran parte per le acquisizioni, mantenendo una piccola riserva per il mercato di gennaio e per le strutture. Il tutto, mantenendo salda la rotta fin qui praticata, quella di calciatori perlopiù molto giovani, creando patrimonio e non influendo sul monte ingaggi, che, ha ricordato nei giorni scorsi, è sicuramente il più basso d’Italia e, forse, di tutto il Vecchio Continente, pari a 15 milioni lordi di euro. E con risultati giunti non solo fra serie B prima e seria A poi, ma che si sono visti anche nella formazione Primavera.

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